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Bullismo: non ti controllo? ti punisco!

di Pietradiluna (11/12/2006 - 11:54)

Prendo spunto dall'articolo segnalato dalla collega Marni (grazie della notizia che mi fa da spunto er qs. riflessione!) sul progetto contro il bullismo che introduce il concetto il punibilità per gli under 14 che fino ad ora si son sentiti onnipotenti perchè tutelati dalla legge.

Ben vengano provvedimenti di questo tipo che aiutino insegnanti e adulti e "contengano" gli adolescenti nei loro atti. Ma si può fare solo questo? Settimane fa leggevo del ministro Fioroni e del giro di vite che vuole dare con nuove regole per internet: provider responsabili per il materiale messo in rete.

Domanda: ma se la polizia di stato sono anni che cerca di contenere la pedopornografia in rete (per fare un esempio anche se fuori tema), lui pensa di poter risolvere tutto in poco tempo? Complimenti per l'ottimismo!

Sempre in settimana arriva d'oltre oceano la notizia di una mamma che ha fatto arrestare il figlio perchè ha aperto in anticipo i regali di Natale! Il ragazzo in questione pare avesse già dei "precedenti". Dove arriveremo?

Faccio un passo indietro e riparto per spiegarmi meglio, spero.

Fioroni ce l'ha coi i provider che devono essere responsabili del materiale messo on line. (La responsabilità di certi atti, viene spostata non sui ragazzi ma altrove).

Poi arriva questo progetto antibullismo in cui si passa direttamente alla punizione dei ragazzi con lavori socialmente utili. Bene! Ma mi chiedo: no, ma lo sanno con chi hanno a che fare? pensano che 3 ore di  lavoro la settimana siano un fastidio per loro? O sono io che ho una visione completamente distorta della realtà, cosa che a questo punto non eslcudo, o loro sottovalutano e molto, gli adolescenti di oggi.

Ma agire a monte, aiutando i genitori o formando davvero gli insegnanti (cosa o quanto sanno di psicologia i docenti? la formazione che hanno è prevalentemente didattica e non psicopedagogika!); aiutare i genitori a capire che non si possono relazionare con i figli allo stesso modo di qualche decennio fa perchè la generazione di adesso è molto più avanti di quanto fossero loro. I ragazzi oggi hanno bisogno di essere incentivati, stimolati, aiutati, ascoltati, motivati mentre pare che la preoccupazione principali sia istruirli nel senso di indottrinarli con nozioni varie. Questi ragazzi con i loro atti, non fanno altro che rompere i vecchi schemi e l'adulto cosa fa? al posto di intervenire andando a correggere ciò che non va in un sistema, interviene sulla fase finale. Per fare uno dei miei soliti esempi: sarebbe come se ascoltassimo una radio che è disturbata e al posto di sintonizzare meglio la stazione, ci limitiamo ad abbassare il volume per sentire meno il fruscio. Bello, questo esempio mi è piaciuto! E credo che sia abbastanza simbolico di cosa continua ad accadere.

Prima i corsi di comunicazione per genitori, poi l'intervento degi psicologi nelle scuole ma tutto sempre per agire sul minore senza mai agire sull'adulto. Una cosa che non comprendo, e so che in questo caso difendo la categoria, si sta cercando in tutto i modi di "medicalizzare" anche la scuola: psicofarmaci, psicologi, ma siamo su un piano che già considera i ragazzi disturbati o malati o aggressivi o iperattivi. Pare proprio che, come in tutti i campi, ciò che non riusciamo a controllare e richiede cambiamento specie degli organi competenti, di adulti, di insegnanti, di sistema didattico ecc (e possiamo estendere il concetto anche ad altro oltre la scuola), comporta un controllo da parte del "sistema" che al posto di rinnovarsi impedisce il cambiamento, il rinnovo creando una tensione che diventa insostenibile. Un po' quello che fa la medicina tradizionale con le malattie psicosomatiche: se hai bruciore di stomato, non ti aiuto a capire cosa non va o a risolvere definitivamente il problema ma ti imbottisco di farmaci così impari a convivere con il tuo male e le aziende farmaceutiche si arricchiscono. Lo so, a volte son polemica e parecchio ma tutti si lamentano e nessuno ha il coraggio di dire le cose a gran voce. Scusate, ma io lo faccio.

Uno scatto di rabbia

di Pietradiluna (09/10/2006 - 16:41)

Come gestite la rabbia? riuscite ad incanalarla o ne siete schiacciati? Chi lavora con i minori, insegna o ha figli, si trova spesso a dover fare i conti con scatti di rabbia che sembrano esagerati rispetto alla causa.

riuscite ad incanalarla o ne siete schiacciati? Chi lavora con i minori, insegna o ha figli, si trova spesso a dover fare i conti con che sembrano esagerati rispetto alla causa.

Capita a volte, che la causa reale sia altrove (come una specie di vasi comunicanti...dalla scuola a casa e viceversa) e questo rende più difficile la soluzione del problema. In questo caso, è necessario a mio avviso, dopo aver riportato  la calma (soprattutto in contesti di gruppo, di classe, ecc) aiutare l'individuo (minore o adulto che sia) a comprendere se la causa reale sia lì o da ricercarsi altrove.

I minori sanno cosa provano e perchè ma hanno difficoltà a comunicarlo o meglio, hanno difficoltà a comunicare con un codice che sia comprensibile all'adulto (che rispetto al minore ha spesso mille sovrastrutture mentali che lo ostacolano). Se volete leggere l'articolo completo, cliccate qui...altrimenti lasciate il vostro prezioso commento.

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