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Telefono Antibullismo

di Pietradiluna (08/02/2007 - 20:32)

Nasce il primo telefono antibullismo in Ciociaria. La responsabilità civile e penale per gli atti compiuti da minori, è e resta di genitori e insegnanti.

Visto il crescente fenomeno del bullismo, ecco che apre le "linee" il telefono antibullismo che ha il compito di offrire consulenza di psicologi e avvocati gratuitamente. L'obiettivo sarebbe di prevenire oltre che "curare".

Questo il numero:    0775-226655

Il telefono è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16. Il procuratore capo della Repubblica di Frosinone, Margherita Gerunda, ricorda:

 «Quanto sta accadendo nelle scuole è un problema grave perché fa presumere che gli insegnanti omettano la necessaria vigilanza nei confronti della classe loro affidata. Sia gli insegnanti che i genitori di alunni colpevoli di atti lesivi sono responsabili penalmente e civilmente per fatti non ascrivibili a minori. Non esiste alcuna giustificazione  per l’omissione nella vigilanza e, peggio, per la tolleranza di comportamenti violenti o prepotenti».

Forse è bene ricordare quest'ultimo monito.

Bullismo: non ti controllo? ti punisco!

di Pietradiluna (11/12/2006 - 11:54)

Prendo spunto dall'articolo segnalato dalla collega Marni (grazie della notizia che mi fa da spunto er qs. riflessione!) sul progetto contro il bullismo che introduce il concetto il punibilità per gli under 14 che fino ad ora si son sentiti onnipotenti perchè tutelati dalla legge.

Ben vengano provvedimenti di questo tipo che aiutino insegnanti e adulti e "contengano" gli adolescenti nei loro atti. Ma si può fare solo questo? Settimane fa leggevo del ministro Fioroni e del giro di vite che vuole dare con nuove regole per internet: provider responsabili per il materiale messo in rete.

Domanda: ma se la polizia di stato sono anni che cerca di contenere la pedopornografia in rete (per fare un esempio anche se fuori tema), lui pensa di poter risolvere tutto in poco tempo? Complimenti per l'ottimismo!

Sempre in settimana arriva d'oltre oceano la notizia di una mamma che ha fatto arrestare il figlio perchè ha aperto in anticipo i regali di Natale! Il ragazzo in questione pare avesse già dei "precedenti". Dove arriveremo?

Faccio un passo indietro e riparto per spiegarmi meglio, spero.

Fioroni ce l'ha coi i provider che devono essere responsabili del materiale messo on line. (La responsabilità di certi atti, viene spostata non sui ragazzi ma altrove).

Poi arriva questo progetto antibullismo in cui si passa direttamente alla punizione dei ragazzi con lavori socialmente utili. Bene! Ma mi chiedo: no, ma lo sanno con chi hanno a che fare? pensano che 3 ore di  lavoro la settimana siano un fastidio per loro? O sono io che ho una visione completamente distorta della realtà, cosa che a questo punto non eslcudo, o loro sottovalutano e molto, gli adolescenti di oggi.

Ma agire a monte, aiutando i genitori o formando davvero gli insegnanti (cosa o quanto sanno di psicologia i docenti? la formazione che hanno è prevalentemente didattica e non psicopedagogika!); aiutare i genitori a capire che non si possono relazionare con i figli allo stesso modo di qualche decennio fa perchè la generazione di adesso è molto più avanti di quanto fossero loro. I ragazzi oggi hanno bisogno di essere incentivati, stimolati, aiutati, ascoltati, motivati mentre pare che la preoccupazione principali sia istruirli nel senso di indottrinarli con nozioni varie. Questi ragazzi con i loro atti, non fanno altro che rompere i vecchi schemi e l'adulto cosa fa? al posto di intervenire andando a correggere ciò che non va in un sistema, interviene sulla fase finale. Per fare uno dei miei soliti esempi: sarebbe come se ascoltassimo una radio che è disturbata e al posto di sintonizzare meglio la stazione, ci limitiamo ad abbassare il volume per sentire meno il fruscio. Bello, questo esempio mi è piaciuto! E credo che sia abbastanza simbolico di cosa continua ad accadere.

Prima i corsi di comunicazione per genitori, poi l'intervento degi psicologi nelle scuole ma tutto sempre per agire sul minore senza mai agire sull'adulto. Una cosa che non comprendo, e so che in questo caso difendo la categoria, si sta cercando in tutto i modi di "medicalizzare" anche la scuola: psicofarmaci, psicologi, ma siamo su un piano che già considera i ragazzi disturbati o malati o aggressivi o iperattivi. Pare proprio che, come in tutti i campi, ciò che non riusciamo a controllare e richiede cambiamento specie degli organi competenti, di adulti, di insegnanti, di sistema didattico ecc (e possiamo estendere il concetto anche ad altro oltre la scuola), comporta un controllo da parte del "sistema" che al posto di rinnovarsi impedisce il cambiamento, il rinnovo creando una tensione che diventa insostenibile. Un po' quello che fa la medicina tradizionale con le malattie psicosomatiche: se hai bruciore di stomato, non ti aiuto a capire cosa non va o a risolvere definitivamente il problema ma ti imbottisco di farmaci così impari a convivere con il tuo male e le aziende farmaceutiche si arricchiscono. Lo so, a volte son polemica e parecchio ma tutti si lamentano e nessuno ha il coraggio di dire le cose a gran voce. Scusate, ma io lo faccio.

Ancora bullismo

di Pietradiluna (21/11/2006 - 17:03)

Dove iniziano il bullismo e la violenza, e dove finisce l'atto goliardico?

Gli insegnanti da tempo denunciano la difficoltà di avere a che fare con minori, bambini e adolescenti, sempre più incontenibili e difficili da gestire, specie  nei gruppi.

Gli atti forti, violenti, le minacce, non sono solo a carico dei compagni ma anche verso gli insegnanti, a cui è richiesta sempre più specializzazione per poter insegnare ma non sono preparati per poter intervenire, comprendere e gestire situazioni di disagio che poi scoppiano.

Al posto di spostare l'attenzione sui minori, chiediamoci cosa fanno gli adulti, genitori in primis e insegnanti, per far fronte, per ascoltare e comprendere il disagio dilagante.

In casa c'è sempre più difficoltà ad insegnare il rispetto...comprensibile da parte dei minori non dar retta a un genitore che forse "predica" bene e razzola male. Noto spesso la volontà di imporre delle regole ai più piccoli, regole che gli stessi adulti non rispettano. Allora, come spesso si è detto, l'esempio dov'è?

Insegnare il rispetto verso l'adulto e verso gli altri, non deve essere solo legato al RUOLO, o al legame di sangue. Piuttosto si dovrebbe cercare di far passare valori sani con l'esempio, le parole, si sa, volano. Genitori che si stupiscono delle violenze perpetuate a scuola a carico dei minori (es. pizzicotti, sberle ecc) e a casa magari fanno altrettanto. Penso agli episodi di violenza su portatori di handicap o di atti di pedofilia: quante storie abbiamo sentito in questi anni legate alla scuola ma ANCHE alle famiglie?

Genitori assenti, che delegano e in qualche modo "abbandonano" il loro figlio delegando la loro funzione di educazione ad altri. Mi rendo conto, e l'ho già detto, che oggi avere entrambi i genitori che lavorano sia una necessità, ma come ho detto altre volte, è la qualità del tempo che trascorriamo con loro a fare la differenza. Se quando si è a casa, si parcheggiano davanti alla tv, è come non esserci.  

Il transfert è all'esterno: è colpa della scuola! ma chi lo dice? La prima "agenzia" educativa con cui il minore si incontra/scontra è la famiglia. Questo atteggiamento di delega dell'atto educativo alla scuola, ha portato, negli anni, a questa situazione.

Allora sarebbe più opportuno, al posto di puntarsi il dito a vicenda, iniziare a ri-prendersi le proprie responsabilità rispetto agli ambiti educativi delle diverse agenzie educative, che sono COMPLEMENTARI.

Gli insegnanti, dal canto loro, dovrebbero essere più attenti a cogliere i segnali, a non sottovalutare segnali, piccoli o grandi che siano, di disagio o di violenza. Sono anni che si parla di queste cose, ma mi pare che il lavoro da fare, è ancora molto.

(Immagini prese dalla rete web)

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