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I cassetti della mente

di Pietradiluna (16/10/2006 - 18:57)

Vi è mai capitato di perdere qualcosa? Un biglietto, un numero di telefono, dei soldi: li avevate messi in un posto preciso e ora non li trovate più. Possiamo parlare di lapsus o di dimenticanze eppure avevate scelto un posto preciso in cui mettere quell'oggetto e ora cercate, aprite cassetti, tasche, borse, cartellette, pc, ecc. ma ciò che cercate pare essere sparito nel nulla.

Nella vostra mente c'è l'informazione che vi permetterebbe di trovare tale oggetto invece non avete ricordo di dove abbiate messo ciò che cercate. Nei cassetti della mente, quell'informazione è sistemata, schedata, catalogata eppure voi non riuscite a richiamare alla memoria presente, tale ricordo.

La stessa cosa, seguendo il paragone accade per i traumi: la vostra mente sa esattamente quale sia la causa del trauma, la frattura interiore che vi lacera emotivamente o vi disturba fisicamente (somatizzazioni) eppure si passa molto tempo, alla ricerca della causa che ha originato quel malessere.

La memoria è selettiva: sceglie cosa ricordare e cosa no. Esiste una memoria a breve termine e quella a lungo termine: se pensate a cosa avete mangiato a pranzo, state usando la memoria a breve termine; se pensate alla vostra infanzia, richiamate informazioni dalla memoria e lungo termine.

Ecco che per risolvere disagi come ansia, attacchi di panico, stress o depressione (e non solo) diventa importante avere la forza di riaprire questi cassetti anche su ricordi dolorosi, e fare un po' di ordine.

Pensate a quando si fa pulizia negli armadi: trovate cose che non mettete da anni eppure, per qualche strana ragione, continuate a conservare. Li avete dimenticati lì ma non ve ne sbarazzate. Le emozioni vengono trattate allo stesso modo: a volte si tirano fuori e si fa ordine rielaborando ciò che è accaduto, altre volte semplicemente si spostano da una parte all'altra senza però metterle nella giusta collocazione (rielaborarle) affinchè smettano di essere scheletri nell'armadio ma esperienza che aiuta a crescere.

(tratto da Castellidansia: http://www.bloggers.it/castellidansia/)

E se il fisico non ha nulla?

di Pietradiluna (25/08/2006 - 11:23)

Escluso che gli attacchi di panico e l'ansia abbiano una ragione prettamente fisica legata a squilibri o disturbi vari, occorre occuparsi del lato psicologico. Se il fisico non ha nulla, allora son davvero DAP.

Vi segnalo un altro articolo, spero di vostro interesse, per capire ancora un po' l'ansia e gli attacchi di panico nel loro aspetto psicologico. Si nasconde un magico mondo interiore dietro questo segnale di vita così forte da farci soccombere e scambiarlo per segnale di morte. Un messaggio da ascoltare importante per noi, per la nostra vita, per non aver paura di vivere e sorridere.

Respira che ti passa!

di Pietradiluna (17/08/2006 - 12:32)

Ci sono situazioni in cui ci "dimentichiamo" di respirare. Per chi soffre di dolori, d'ansia, o nella vita di tutti i giorni, imparare a respirare e a conoscere il proprio modo di respirare, diventa un grosso aiuto verso il benessere.

Mentre leggete, come state respirando? provate a cambiare posizione, a raddrizzare la schiena o a piegarvi se siete seduti in posizione eretta: come cambia il respiro? Quale parte del tronco sentite gonfiarsi e sgonfiarsi?

Sono moltissime le tecniche complementari che richiedono ed educano al respiro consapevole.

Bastano pochi minuti al giorno di attenzione al proprio respiro per aiutare il rilassamento e favorire il benessere.

Attacchi di panico....buon viaggio!

di Pietradiluna (24/07/2006 - 15:52)

Dopo il "Tesoro, ho perso l'aereo!" di ieri sera, oggi in aereo, mi perdevo ad osservare le nuvole stratificate che confondevano lo sguardo. Nella settimana appena passata, ho avuto modo di parlare con diverse persone che soffrono di attacchi di panico. Quando ero in aeroporto, ripensavo proprio a quando soffrivo di DAP: stamattina trovarmi lì, sola, senza cellulare, praticamente "isolata" (anche se è un pensiero che abbiamo noi di essere soli perchè c'è un sacco di gente) era per me fonte di soddisfazione.

Qualche anno fa, avrei iniziato a sentire le gambe deboli, il cuore battere all'impazzata, sudare freddo, e un senso di ovattamento e stordimento mentale davvero difficile da descrivere se non lo si è provato. In questo periodo, molte sono le persone che sviluppano o esternano problemi e difficoltà legate al viaggiare: prendere un aereo, fare un lungo viaggio, anche in auto, o l'essere soli nel trasporto, diviene fonte d'ansia. Respirare, atto elementare e basilare per la sopravvivenza, diventa un problema.

Ecco perchè stamani godevo di qs senso di libertà....

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