Intervista ad Alessandro Bon
Racconta una vita alle prese con la depressione e non solo. Racconta di un percorso che porta sulla via della guarigione. Un libro che permette di percepire e sentire il mondo, attraverso gli occhi di chi "combatte" con un disagio mentale. Intervista allo scrittore Alessandro Bon.
L’idea di un libro nasce molto tempo addietro, ma non ero mai riusciuto a scriverlo. Pensa sono riuscito a stenderlo solo nell’ottobre 2005 in una settimana!, ed incredibilmente è venuto anche bene, a detta di chi l’ha letto. Se devo essere sincero, più che un’idea era una neccessità, un modo come un altro di riordinare le idee, fare uno schema mentale di ciò che mi è capitato negli ultimi 16-17 anni. Volevo con questolibro cacciare il mio demone. Io credo, e ho riscontrato, che trovare qualcuno che ha avuto problemi simili ai tuoi ti aiuta a capire che non sei l’unico a soffrire. Spesso il depresso o il malato psichico ha in sé un senso di vergogna, come una forma di riluttanza a parlare del suo problema perché lo considera unico, e si considera non guaribile. Facendogli conoscere storie di persone che come lui hanno avuto problemi psichici, credo sia uno sprone a combatterli. Soprattutto se queste persone ne sono uscite - Depressione, attacchi di panico, sindrome bipolare, cosa ti hanno insegnato questi disagi, sulla tua persona e sul mondo in cui viviamo? Ho imparato che sono più forte di quanto credessi. Che non mi spezzo mai, e difficilmente mi piego. Ho capito che non guardo mai a ciò che è stato negativo in una avventura, ma ciò che è positivo. Ho capito che stò maturando dentro me una forza pazzesca. E questo è il risultato di un percorso di anni di terapia e di auto-analisi. Sul mondo in cui viviamo ho capito che è troppo pressante. Le persone vivono sotto una pressione innaturale, che non c’è più modo di comunicare fra uomini. Non c’è più un’amicizia con la A maiuscola, che le famiglie possono essere un aiuto, la mia, o un ostacolo a risolvere questi problemi. Che molti, troppi si rifugiano in Dio, senza capire che i veri motori di se stessi sono proprio loro. Ho capito che c’è un’enorme ignoranza sul problema psico e sulle scienze che lo studiano. E molta diffidenza. - Sono convinta che chi ha questo tipo di disagi sia dotato di enormesensibilità. La scrittura ti permette di incanalare ed esprimere meglio ciò che senti? Certo, condivido, Lord Byron diceva che un poeta o è malinconico, o innamorato, o entrambi. Tutti i grandi poeti sono stati "malinconici" e molti scrittori. Pensiamo a Hemingway, Woolf, Dickinson ecc. Io sono molto sensibile, anzi troppo. Ho scritto un libro di poesie prima di quello autobiografico, e nel cassetto ne ho altre 100 da pubblicare. Ho ricevuto molti riconoscimenti per queste. E grazie alla poesia mi sento di esprimere me stesso al meglio./ - Ti è mai capitato di pensare "questo/a non ha capito niente di me"? Inche circostanza? /Quasi sempre! Sono molto difficile da capire! Non mi apro facilmente, e spesso mi ritrovo a dover combattere con persone che credono di conoscermi. C’è chi mi vede come una montagna, sono 188 cm e quasi un quintale _non grasso_, pieno di sé perché ho il petto in fuori. C’è stato chi nei miei periodi più bui mi ha dato dell’omosessuale perché ho perso la verginità tardi, ed ero molto timido e chiuso. Molti hanno approffitato di me nei momenti più delicati della mie psiche. E questo ha portato gli attacchi di panico! Poi ultimamente quella che consideravo un’amica. Che sapeva tutto di me, mi ha chiuso la porta in faccia: stufa dei miei alti e bassi! (Sapesse io quanto lo sono) - Qual è la più grossa soddisfazione che hai avuto nella tua vita?E la più grossa delusione? Non ho una soddisfazione particolarmente grande da esporre. Potrei dire quando mi sono iscritto a economia aziendale a Ca’ Foscari e ho preso come primo voto 28! Avevo 26 anni e lavoravo, quindi non frequentavo. I concorsi vinti di poesia, quelli sono stati soddisfazioni. Poi altre. La più grossa delusione è l’amicizia in generis. Io sono un che da tutto agli amici, per difendere delle colleghe dal mobbing ho rischiato di essere licenziato, ma non ricevo quasi nulla indietro. Non do per ricevere. Ma mi gratificherebbe avere amici cheogni tanto si ricordano di me. - Nel libro, ringrazi Dio Padre per averti dato la tua famiglia: come tiè stata vicina e in cosa ti ha aiutato o ostacolato? Quanto sonoimportanti l'educazione e la conoscenza della patologia per guarire? La mia famiglia all’inizio non ha capito quello che passavo, mi ha lasciato affrontare da me il mio male. Ma poi alla fine del 2002 quando la patologia è sfuggita ad ogni controllo si sono avvicinati in modo decisivo. Mia madre mi ha indotto a cambiare psicologo, e mi è stata veramente vicina. Ma la sorpresa più bella è stata la dolcezza di mio padre che mi ha capito, anche quando ho perso un sacco di soldi perché attratto dalle prostitute. La conoscenza della patologia è essenziale. La mia dottoressa mi documenta molto bene. Inoltre io sono una persona che legge molto e si documenta su tutto. Se mi dicono qualcosa che non conosco ne cerco subito il significato. - Veniamo al rapporto con medici e specialisti: cosa manca, a tuoavviso, alla classe medica, affinchè possa davvero aiutare sempre piùpersone e risolvere sempre più patologie? Guarda io sono stato fortunato sia con il mio medico di base, che con la mia psichiatra. Per quel che riguarda i medici in generis, gli manca un concetto: non lavorano su motorini in catena di montaggio, ma su esseri umani con sentimenti. Dovrebbero imparare a capire meglio che le persone sono fragili a livello psicologico. Non si può sbattere in faccia certe malattie come sentenze! - Veniamo al tuo presente: hai altri progetti letterari in cantiere? Un libro di poesie che uscirà o nel 2007 o nel 2008. - Da appassionata di scrittura, oltre che di lettura, e sapendo come è gestita l'editoria specie per esordienti (acquisto di copie, richiestadi contributo ecc) ti chiedo: hai incontrato difficoltà a trovare uneditore valido e onesto? Che suggerimento vuoi dare ai giovani aspirantiscrittori? Me compresa eh! Quando decidi di scrivere un libro devi farti un’auto analisi: potrebbe interessare? O è un fezzo? Poi devi sapere che costa, minimo 800 euro per 150 copie. Poi devi sapere che l’editore meno costa meno è presente sul mercato, quindi sulle librerie. Quindi è più difficile vendere, quindi è più difficile farsi conoscere. In ultimo deve far si che il tuo nome diventi un marchio, e sai legato all’argomento trattato. Perché spesso gli editori non sanno fare marketing, e ti devi arrangiare. Insomma è un mondo difficile. p.s. _leggere benissimo i contratti ci sono editori truffatori - Concludiamo alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta? Ora che sei quasi completamente guarito, cosa ti manca?Mi manca l’amore, vorrei una famiglia mia, una figlia. Un qualcosa per cui vivere. E qualcuno che vive per me. Lo so che questi 16 anni buttati via nessuno me li ridara ma spero almeno che la mia vita sia migliore…vediamo il prossimo anno… - Nel tuo libro "Abbiate fede...il domani sarà meraviglioso" racconti latua storia. Come nasce l'idea di questo libro? E in quali ambiti credisia applicabile questo concetto? Se penso alla classe politica, devopensare che sei davvero ottimista!

Inventori di malattie
Buondì! Come io la pensi sulla medicina ufficiale, credo sia assodato. Questo non significa che voglio convincere tutti ad avere la mia stessa idea altrimenti sarei contro il principio di libertà di cura in cui credo. E credo che il diffondersi sempre più dell'uso di terapie complementari dimostra che forse l'approccio di queste tecniche non è poi cosi sbagliato!
Devo ammettere, però, che mi fa piacere quando qualcuno delle persone coinvolte, ha il coraggio di uscire allo scoperto e dire le cose come stanno.
Conoscete gli inventori di malattie? Avete mai sentito parlare di case farmaceutiche?
Ebbene in un libro scritto da J. Blech intitolato "Gli inventori delle malattie" si ha una sorta di confessione circa l'operato delle case editrici che assumono ogni giorno, potenziali clienti per studiarli e inventare così nuove malattie da curare.
Il fenomeno non è di certo nuovo. Se pensiamo allo screditamento fatto verso le terapie complementari, decisamente meno redditizie, allora ecco che possiamo avere un quadro della situazione diverso.
Se leggete l'articolo che ho inserito sulla guida, e relativi link a fine intervento, troverete solo alcuni dei documenti emessi da chi vive di farmaci...ma non salvavita!
La sciamana (guida psicol. transpers)
Chi si occupa della mente umana e ha una formazione di un certo stampo (soprattutto se medicalizzato e scientifico) ha maggiori difficoltà, a volte, a vedere la mente umana in forma nuova.
Il libro inizia con un racconto scritto come una pagina di diario. Un fantastico volo sopra una realtà che deve essere compresa, capita, interiorizzata. Un sogno o un viaggio? Olga Khariditi, psichiatra russa, accompagna un'amica da una sciamana. Nel libro racconta la sua iniziazione a sciamana. (Leggi articolo)
Sarà che in inverno fa freddo e ci si coccola di più...
ma mi pare di vedere parecchie donne con il pancione e anche tanti bimbi piccoli. Si vede che il freddo concilia le coccole dei grandi!
Ecco allora un libro che mi sento di consigliare a chi è in dolce attesa:
Se pensate che le attenzioni che avete verso il vostro bimbo/a in gravidanza abbiano effetti solo nell'immediato, vi sbagliate. Pare infatti che tutto ciò che accade durante la gravidanza, venga memorizzato dal bambino. Inoltre, imparare a comunicare con chi si appresta alla nascita, vi aiuta a sentirvi, percepirvi, ascoltarvi e creerete un rapporto fin da subito. La cosa bella, è che una volta nato, saprete già cosa ama il vostro bambino, con quali musiche si calma, cosa lo infastidisce, cosa lo fa addormentare.
Non so voi, io torno a leggere...![]()





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