Speciale Pasqua 2007
Ecco uno speciale di Guida Pedagogia per Pasqua 2007: articoli, gif, cartoline, libri, sogni (grazie a Marni), immagini, filastrocche e favole. Da seguire anche gli aggiornamenti che ci saranno durante la settiama. Non perdetelo! Clicca sulle immagini per accede allo speciale Pasqua!
Petizione importante e altre news

Buongiorno! dato che ho pubblicato diversi articoli sulla guida e riportarli tutti oggi sul blog avrebbe poco senso, ho pensato di mettervi i link così se siete interessati ai temi, andate a leggere direttamente l'articolo.
Questo primo è davvero importante perchè si occupa di minori, dei rischi che corrono e di quello che noi possiamo materialmente fare per garantirgli un futuro che non li veda impasticcati senza senso.
Petizione importante contro uso e abuso di psicofarmaci a minori
petizione di Giù le mani dai bambini che potete compilare in 5, facciamo 10 secondi! :o)
La proposta di Formigoni sulla riforma della scuola nello specifico degli istituti professionali.
Scooter truccati? pagano i genitori!
Sentenza della cassazione sul mancato controllo dei genitori dell'essere a norma dei motorini dei loro figli.
Licenziata perchè è una strega

Che alcune insegnanti siano 'streghe' per i propri allievi, è sicuro. Ma in Inghilterra, una 'strega bianca' ha perso il suo posto di insegnante.
Riporto la notizia con ironia perchè trovo assurdo che ancora non ci sia libertà di culto. Non solo l'orientamento sessuale, la libertà di cura ma anche il credo diventano sempre più fattori discriminanti.
Sommer, 34 anni, professione insegnante...una volta forse! Ora ha perso il posto per via della sua religione: wicca. La wicca è una religione pagana, la versione 'moderna' della stregoneria. Sommer non fa incantesimi, non cerca seguaci (cosa vietata per la wicca), non arriva a scuola a bordo di una scopa, non fa scrivere le penne da sole e non fa sortilegi in classe.
Eppure tutto questo accade proprio a Londra, terra di fate e folletti, di streghe e del maghetto Harry Potter. Oltre ad essere stata licenziata perchè insegnava cose dubbie agli allievi, le è stato detto che arrivava sempre in ritardo. Dalle colleghe, la "strega bianca" ha ricevuto un trattamento che sa di discriminazione: è stata costretta a togliersi un ciondolo raffigurante un pentacolo (la stella a cinque punte) simbolo del paganesimo wicca.
(Riflessione personale sulla libertà di culto: se ad un cristiano fosse stato chieso di togliere il crocefisso sarebbe scoppiato un caso di stato!)
La wicca è praticata molto in Inghilterra e in America ma anche in Italia ha trovato diversi seguaci. Sommer ora rivuole il suo posto.
Il dibattito a Londra continua ma questo non significa che ora dovrete controllare se le insegnanti dei vostri figli o le colleghe, arrivano a scuola in autobus o con altri mezzi!
I papà preferiscono l'ufficio
I risultati dell'ultima indagine indicano che i papà ancora non sono propensi a chiedere il congedo per paternità.
Sarà per educazione, per cultura o per il semplice fatto che il congedo per paternità non è stato molto pubblicizzato, ma i padri italiani sembrano ancora restii a staccare dal lavoro per accudire i figli.
Infatti, gli uomini che solo in Lombardia hanno usufruito di questa opportunità sono stati appena 2077 nel 2005 e 2019 del 2006 (dati Inps).
Una linea di tendenza, quella lombarda, da tener presente soprattutto se si tiene conto che proprio in questa regione si registra il maggior numero di richieste di tutta Italia (poco più di 5000 richieste totali).
I dati possono non essere rappresentativi se non sono confrontati con un altro dato: son ben 117.000 le richieste di congedo chieste dalle mamme nello stesso periodo.
Secondo il ministro Livia Turco, questa scarsità di domande è legata alla poca pubblicità e informazione sulla legge 53 del 2000 e una poca incentivazione da parte delle imprese.
Leggi intero articolo qui
Speciale festa del papà

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Educare al rispetto
Essendo il rispetto un'entità astratta, impalpabile, non concreta in termini materiali, già risulta difficile far comprendere alla mente di un bambino cosa significhi questa parola: rispetto.
Vero che è entità astratta ma altrettanto vero che i bambini non sono affatto stupidi. Anzi, bisognerebbe ricordare più spesso che i ragazzi sono anime (come gli adulti) dotati di corpo che è solo più piccolo nelle dimensioni ma non ha meno diritto o meno intelligenza.
Vediamo cosa dice il dizionario on line di rispetto sentimento di deferenza verso chi riteniamo superiore a noi; sentimento che ci induce a riconoscere i diritti, la dignità di qualcuno o di qualcosa; osservanza scrupolosa di ordini, regole, ecc.
Si è detto molte volte che l'educazione passa primariamente attraverso l'esempio. Educare al rispetto significa per un genitore, insegnante, educatore, medico o altro, avere rispetto per il minore (o ragazzo) che ha di fronte. Il rispetto va dal saper ascoltare, comprendere e sentire le esigenze dell'altro, il suo carattere e modo di esprimersi e la capacità di proporsi al mondo nel rispetto, ancora una volta, altrui. Non è solo rispetto verso chi riteniamo superiore perchè non c'è un superiore o inferiore se si parla di persone (se si ragiona in termini di ruoli allora è altro discorso).
Insegnare il rispetto significa, anche per i genitori, imparare a chiedere scusa se sbagliano (e non partire dal presupposto che loro son genitori quindi non sono tenuti a dire nulla), a dire "per favore" e "grazie" quando hanno bisogno di qualcosa. Molto spesso vengono definite "paroline magiche" ma non smettono di esserlo quando si diventa adulti che si rivolgono a bambini o ad altri adulti. Questo rientra nel riconoscere i diritti di dignità della persona.
Educare al rispetto significa dimostrare coi fatti che l'altra persona ha un valore in quanto persona: se l'insegnante mi dice qualcosa posso non essere d'accordo con lei/lui ma questo non mi autorizza a scaraventargli addosso una bottiglia (per alcuni insegnanti dare le spalle alla classe è un rischio!); insegnare il rispetto significa anche in casa, imparare a dialogare e ascoltarsi. Educare al rispetto significa che se l'adulto o il genitore (o il minore) dimostrano di non apprezzare qualcosa o di vivere un disagio, se ne discute; rispetto è anche accettare che l'altro sia diverso e non per questo ci si deve imporre. Rispetto....è quello che spesso richiedono i ragazzi e i bambini a scuola e lo fanno urlando, sbattendo le porte, o con atti che sanno di violenza più che di rispetto. Sanno cosa significhi "rispetto" e lo vogliono a tutti i costi, anche mettendosi a capo di un gruppo e ottenendolo con la forza o con la paura (forse sarebbe bene spiegargli che quello più che rispetto è davvero timore e non hanno lo stesso valore!) E alcuni chiedono rispetto così o perchè non hanno imparato ad essere rispettati in casa, o perchè hanno visto che così si ottiene il rispetto o forse, solo perchè alzando la voce e facendo i matti, il "rispetto" si ottiene prima se l'insegnante o il genitore o il compagno si spaventano. Educare al rispetto significa essere autorevoli (non autoritari) e discutere anche sulle regole per trovare, a volte, un compromesso; educare al rispetto significa comportarsi in modo tale da meritare il rispetto che molti esigono solamente. Educare al rispetto significa anche educare al ruolo: se un insegnante o un adulto mi dice di fare una cosa, e io sono figlio, alunno, nipote ecc. per rispetto ascolto e valuto e non parlo dal presupposto che l'altro, a prescindere non deve dirmi ciò che devo o non devo fare.
Educare al rispetto significa anche che se un insegnante fa presente ad un genitore comportamenti poco educati del figlio, rispondere che il figlio a casa è un angioletto che svolazza con le ali, forse non aiuta l'insegnante ad ottenere rispetto e dal genitore e dall'allievo perchè il ragazzo, così facendo, si sente autorizzato a proseguire nei suoi comportamenti. Insegnare il rispetto significa anche dare ascolto a coloro che, fuori casa, si occupano dei minori e li seguono mentre i genitori non ci sono: gli insegnanti solo le mani, gli occhi e le orecchie dei genitori stessi.
Mandala

Ogni simbolo oltre ad avere una precisa spiegazione grafica, ha anche un'energia che, se compresa, può essere utilizzata per convogliare o gestire meglio l'energia emotiva, fisica e spirituale.
Avrete visto spesso i monaci tibetani perdersi in ore di meditazione per la preparazione di mandala. Impalpabili granelli di sabbia colorata vengono disposti con amore e devozione per creare un disegno che, una volta terminato, verrà distrutto. Questo a simboleggiare il distacco, il discernimento, il non attaccamento.
Il mandala è spesso composto da un cerchio iscritto in un quadrato. Anche voi potete disegnarne e colorarli, per poi tenerli appesi (specie se creati per ricordarvi qualcosa) oppure potrete distriggerli. Il mandala permette di portare l'attenzione su una cosa specifica e darle forma secondo il proprio gusto e la propria creatività.
Ecco alcuni esempi di mandala:

Ai politici no, agli studenti sì!?

Ho, in parte, sorriso leggendo l'articolo sulle dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Interni, Giuliano Amato. La sua "proposta" che di certo darà adito a dibattiti e scontri è relativa all'ipotesi di sottoporre i ragazzi all'uscita dalle discoteche o dalla scuola, ad antidoping.
Se dopo un'interrogazione lo studente risultasse positivo all'esame, l'interrogazione verrebbe annulata e l'alunno "dovrebbe scontarne le conseguenze".
Sorrido, per non piangere, pensando alla somministrazione legalizzata di farmaci a base di anfetamina o antidepressivi nei ragazzi. Farmaci i cui effetti, sia a livello fisico (dipendenza) sia a livello emotivo (elevato numero di suicidi) sono ben noti. E ripenso anche ad un servizio trasmesso dalle Iene (Italia uno) in cui i politici, sottoposti ad esame senza essere informati, risultavano consumatori di sostanze stupefacenti. Che provvedimenti son stati presi per questi ultimi? Come hanno scontato le conseguenze? Ok la violazione dovuta alla mancanza di consenso e informazione, però mi pare che la questione sia stata ben sotterrrata.
Campagna contro l'uso di sostanze a scuola e in discoteca...e ai parlamentari? Prevenzione per i minori, e prevenzione per i cittadini dato che chi legifera e governa può non essere "pulito"?
Leggete l'articolo intero tratto da Repubblica.it
Bambini Indaco
Sveglia presto qs mattina. Ho così tante cose che voglio fare, che sfrutterò al massimo la giornata.
Non posso non notare le innumerevoli coincidenze, in qs giorni, che sembrano comparire sul mio percorso come segnaletica luminosa a suggerirmi una via. Vero, percepiamo solo ciò che vogliam percepire credendolo possibile. In questi giorni torna, tra i tanti temi ricorrenti, il discorso sui bambini indaco, cristallo, arcobaleno (troverete diversi link di approfondimento nel testo). Sia chiara una cosa: non voglio che qs post si trasformi in una disquisizione su tematiche accusatorie nei confronti della società. L'obiettivo non è di dare sfogo al proprio essere schifati quanto di aiutare eventuali genitori blog-nauti a capire alcune cose. Forse condividendo esperienze, raccontandosi piuttosto che additare gli altri perché si sa, chi ha a che fare con gli indaco da subito, sono proprio i genitori. E so che avete racconti, aneddoti, episodi che voi stessi ancora, non riuscite a spiegarvi.
I primi bambini indaco nascono sulla Terra intorno agli anni '60-70. Sono "precursori" degli Indaco veri e propri. Gli indaco daranno alla luce figli cristallo. Il nome Indaco, deriva dal colore della loro aura (campo energetico) visibile ad occhi allenati attorno a loro: indaco appunto. Hanno regole nuove, spianano la strada alle nuove generazioni. Andando avanti negli anni, il numero di bambini indaco e cristallo incarnati cresce. Hanno un obiettivo preciso: cambiare noi e il pianeta. Ma non stiamo parlando di un'invasione aliena eh! Mentre gli adulti cercano continuamente di portarlo alla distruzione sfruttando ogni risorsa possibile, gli indaco (e cristallo e arcobaleno ecc) arrivano per insegnare nuovi schemi o anche solo per imparare a non averne più e agire ascoltando se stessi. Ma si trovano in una società di grandi che vede ancora i bambini come materiale da plasmare e non come anime che si incarnano e che insegnano. Restringiamo un po' il campo...
I bambini "nuovi" hanno modificazioni a livello del dna che si vede attivato su 3 code invece che due e presentano modificazioni anche a livello di organi. Ci sono diversi studi al mondo su qs mutazioni...non stupietevi di non saperne nulla! E' una scelta coerente con il mondo dei grandi che decidono cosa debba o meno essere detto.
Indaco hanno una sensibilità eccezionale spesso non compresa dalla realtà in cui vivono. Riescono ad inquadrare le persone per come sono davvero, al di là delle loro maschere perchè le "sentono". Gli indaco sanno di cosa hanno davvero bisogno: allora inutile forzare l'alimentazione in precise ore della giornata (si mangia quando si ha fame e si dorme quando si ha sonno). Ancora inutile imporre le regole di comportamento convenzionali: un indaco fa ciò che sente giusto non ciò che gli altri vogliono. Hanno percezioni extrasensoriali più o meno evidenti (le antenne!!!) che usano in modo del tutto naturale. Comprendono verità profonde (come quelle legate alla vita e alla morta) molto meglio degli adulti. Alcuni presentano difficoltà scolastiche (disturbi di apprendimento), altri hanno disturbi del comportamento (bullismo) qs sempre in funzione del fatto che la scuola non si adegua a loro. Vogliono aiutarci a crescere, a diventare più consapevoli, a correggere la rotta per poter continuare a stare su un pianeta ormai "malato". Specie nei confronti dei genitori, gli indaco arrivano per insegnar loro a cambiare alcuni loro schemi mentali: se una persona è ossessionata dalla puntualità, si troverà forse un figlio ritardatario; se un genitore teme l'extrasensoriale, l'indaco ha il compito di aiutarlo a percepire oltre; se un genitore è razionale, potrebbe avere un figlio iperemotivo ed estremamente sensibile. Testardi, orgogliosi, saggi, sicuri di sé, difensori della realtà, non sopportano le ingiustizie, l'incoerenza, le false verità, le regole solo perchè ci devono essere, sono dolci, pacati, vivaci, empatici, di acuta intelligenza e di abili capacità dialettiche, dotati di intuito e di molto, molto altro...questo non vuole essere un identikit solo alcune delle caratteristiche che è possibile incontrare. Sì, perchè non c'è un elenco esatto di come riconoscere un indaco: si sente. E anche questo rientra nel loro compito: insegnare a sentire.
Ultima precisazione: essere indaco non è una malattia. Molti genitori la vivono così perchè non sono informati, hanno paura e si affidano ANCORA al mondo dei grandi per risolvere la situazione quando basta affidarsi a loro per capire che strada seguire. NON SERVONO PASTIGLIE per cambiare comportamento, per correggere la loro esuberanza, la loro vivacità o la loro iperemotività. Essere indaco (o cristallo o arcobaleno) non è neppure un segno distintivo di merito: non si è superpotenti, dotati di chissà quali superpoteri, e non si è onnipotenti.
Essere indaco è uno stato dell'Essere. Si è....e basta.






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