Decreto Fioroni per la scuola

Professori assenteisti e fannulloni saranno sanzionati in tempi brevi: 120 giorni per chiudere i vari provvedimenti rispetto ai tempi infiniti di prima. Chi deve fare l'esame di terza media, dovrà avere un "giudizio" di ammissioni che stabilirà se il candidato è pronto o no per sottoporsi all'esame; torna anche il tempo prolungato (40 ore); inoltre per garantire le supplenze durante l'anno, queste non saranno più a carico delle scuole ma saranno pagate dal ministero dell'economia; prevista anche la spesa per i commissari d'esame così che non si creino più debiti. Questo in sintesi alcuni dei punti del Decreto Legge che dà il benvenuto al nuovo scolastico. Fioroni parla di scuola seria, non severa ma seria. Vedremo se dopo un anno in cui il bullismo ha fatto notizia su tutti i fronti, quest'anno avremo notizie più rassicuranti circa la scuola italiana. Intanto, buon anno scolastico a tutti. (Fonte: Il Corriere, Clicca qui per l'articolo).
Se vuoi leggere un altro articolo della Guida Pedagogia Dada.net sulle bufale relative a notizie su minori, clicca qui.
Prepararsi per la scuola
Visti i dati dei tg di questi giorni sul "caro scuola" prepararsi alla scuola non significa più solo pensare ad un anno di lezioni e studio ma anche affrontare le spese sempre più alte. Ma una soluzione c'è.
Che bello entrare nei grandi supermarket e vedere orde di bambini impegnati a scegliere il diario e la cartella! però poi basta ascoltare con attenzione: il bambino vuole il diario della pubblicità, il papà e la mamma controllano i prezzi. Tutto è troppo. Allora se proprio il diario della squadra del cuore o con le barzellette è irrinunciabile, si può cercare di risparmiare sul resto.
In questi giorni si parla ancora di libri e aumento dei prezzi. La soluzione potrebbe essere l'acquisto on line. Ecco due siti: SelfBook e Voltapagina. La comodità del primo sito è che non obbliga al pagamento on line ma si può fare nella libreria convenzionata con il portale; un sms vi avviserà dell'ordine in arrivo ma fare attenzione perchè non ha diritto di recesso quindi se sbagliate la richiesta di un testo, non potrete restituirlo. Il secondo sito invece ha un modulo on line da compilare che prevede anche l'opzione di testo nuovo oppure usato; una volta fatto l'ordine si riceve un preventivo e solo alla conferma dello stesso l'ordine si considera effettuato. Oltre al diritto di recesso, avete anche un recapito telefonico.
E ora veniamo ai famosi "pacchi" non quelli della strasmissione ma le offerte che molte cartolerie fanno per aiutare a risparmiare.
Vediamo cosa ho trovato per voi in rete:
Kit scuola 80 pezzi (compreso zaino e astuccio)a 36,50 euro+spese spedizione;
Kit scuola media Fabriano a 56,90 euro anzichè 85
Scuola kit anche quest'anno il progetto scuola kit
Vi segnalo un articolo de Il Giornale riportato anche dalla Codacons.
La noia 'aiuta' l'autostima

Durante l'anno scolastico vanno a scuola. Poi studio, sport, attività culturali, catechismo, teatro, canto, musica e chi più ne ha, più ne metta. Di fatto i ragazzi si abituano ad avere il tempo organizzato e 'imposto' dai genitori. Ciò che non emerge dall'articolo, è che spesso per i genitori, assenti da casa per lavoro, è una necessità quella di 'riempire' lo spazio pomeridiano dei propri figli. Il titolo dell'articolo è "Fate annoiare i figli": in realtà l'obiettivo non èdi farli annoiare quanto di insegnar loro come gestire il proprio tempo. Scegliere attiività da fare, giochi, sport senza un calendario di appuntamenti rigido. Questo permette loro di fermarsi, ascoltarsi e capire cosa gli piace o per cosa sono predisposti. Questo rafforza l'autostima e si evita l'insorgere di ansia da prestazione o depressione che emerge in coloro che son cresciuti con un eccesso di impegni stabiliti da altri, senza flessibilità e senza tempo libero. Una volta si parlava di stimolare e impegnare i ragazzi in attività sportive o altro oltre l'orario e l'impegno scolastico. Forse si è passati all'eccesso opposto in cui i bambini e i ragazzi non hanno più un momento libero. La ricerca è di Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e responsabile dell’Unità italiana attacchi di panico attiva presso la Clinica Paideia di Roma, ed è stata condotta su 600 ragazzi dai 15 ai 28 anni con problemi legati ad ansia, depressione, scarsa autostima.
Rignano: inizia incidente probatorio
Inizia oggi l'incidente probatorio per i fatti della scuola materna di Rignano. Tre saranno gli esperti chiamati a verificare, che i minori oggetti di presunti abusi sessuali alla scuola materna di Rignano, sono in grado di testimoniare. La difesa afferma che il provvedimento è inutile dato il ritardo con cui è stato emanato. Chi ha seguito un po' le varie trasmissioni televisive di approfondimento del tema, di certo si sarà fatto un'idea. Ma si sa che per la giustizia un'idea non basta, ci vogliono le prove. E dai primi accertamenti, compaiono solo indizi ma non prove certe.
Stralcio dell'articolo di Repubblica (che qui trovate completo): "La prima mossa è quella di conferire l'incarico a tre esperte: la neuro-psichiatra infantile Angela Gigante, e le psicologhe Marilena Mazzoleni e Antonella Di Silverio. Poi tocca al contraddittorio tra gli avvocati di accusa e difesa sulla formulazione del quesito da porre alle tre esperte che verrà, alla fine, deciso dal giudice. A quel punto, per ogni bambino, si verifica se è in grado di testimoniare o meno. In caso affermativo, l'incidente probatorio entra nel vivo. E le dichiarazioni dei minori, in questo caso, hanno valore di prova, nell'eventualità di un processo".
Da senzatetto a proprietario terriero
Londra - ha vissuto per vent'anni in una tenda tra gli alberi e ora, ottiene la proprietà del terreno.
LONDRA - Un barbone di 70 anni che dal 1986 vive in un angolo di Hampstead Heath, uno dei parchi
più belli di tutta la città, è diventato il legittimo proprietario del terreno dopo che un tribunale ha deciso che, siccome nessuno aveva reclamato la proprietà del costoso appezzamento per 20 anni, l'uomo poteva considerarlo suo.
Harry Hallowes, questo il nome del senzatetto, da oggi è proprietario di un terreno di 800 metri quadrati che potrebbe valere fino a 4,5 milioni di euro.
Leggi Articolo intero Ansa.it - Immagine: dipinto di A. Scannella inserito a scopo decorativo, link al sito.
Sos adolescenti
Hai un figlio tra i 12 e i 16 anni? Non sai più come gestire la situazione o come fargli capire alcune cose? Sos Adolescenti, forse fa al caso tuo!
La trasmissione, che verrà trasmessa su La7 e seguirà le linee direttrici di SOS TATA, si avvarrà della collaborazione attiva di un esperto che attraverso delle attività mirate suggerirà ai genitori come affrontare tali disagi cercando di ristabilire un dialogo ed un clima familiare più pacifico e costruttivo.
A tale scopo stiamo cercando di individuare famiglie interessate a sperimentare il mezzo televisivo come strumento per cercare di stabilire dei sani rapporti familiari.
Per ulteriori informazioni contattare
Giusi Sorvillo
347.6748587
06 36775556
o via mial:
Gravidanza Medicalizzata
Analisi del sangue, accertamenti, visite, e ancora analisi e via dicendo. Troppi esami! Le 1691 mamme che si son sottoposte al questionario di Altroconsumo, lanciato un segnale chiaro su come venga vissuta la gravidanza in Italia: medicalizzazione prima di tutto.
Una media di 6 ecografie a gravidanza rispetto alle 3 previste dal SSN (le altre ovviamente sono a pagamento!);
Esami come amniocentesi fatte a donne in giovane età e senza rischi (una volta era un esame da fare solo in alcuni casi);
il 70% delle donne si fa seguire da un ginecologo privato (con una spesa di circa 600 euro) e solo l'11% ricorre all'ostetrica; i consultori e le strutture pubbliche sembrano non dare abbastanza fiducia.
tra i test più eseguiti, il 98% si sottopone agli esami per la toxoplasmosi.
Altri articoli che puoi trovare in home alla guida di Pedagogia di Dada.net (clicca per leggere l'articolo)
Speciale Pasqua 2007
Ecco uno speciale di Guida Pedagogia per Pasqua 2007: articoli, gif, cartoline, libri, sogni (grazie a Marni), immagini, filastrocche e favole. Da seguire anche gli aggiornamenti che ci saranno durante la settiama. Non perdetelo! Clicca sulle immagini per accede allo speciale Pasqua!
Petizione importante e altre news

Buongiorno! dato che ho pubblicato diversi articoli sulla guida e riportarli tutti oggi sul blog avrebbe poco senso, ho pensato di mettervi i link così se siete interessati ai temi, andate a leggere direttamente l'articolo.
Questo primo è davvero importante perchè si occupa di minori, dei rischi che corrono e di quello che noi possiamo materialmente fare per garantirgli un futuro che non li veda impasticcati senza senso.
Petizione importante contro uso e abuso di psicofarmaci a minori
petizione di Giù le mani dai bambini che potete compilare in 5, facciamo 10 secondi! :o)
La proposta di Formigoni sulla riforma della scuola nello specifico degli istituti professionali.
Scooter truccati? pagano i genitori!
Sentenza della cassazione sul mancato controllo dei genitori dell'essere a norma dei motorini dei loro figli.
Licenziata perchè è una strega

Che alcune insegnanti siano 'streghe' per i propri allievi, è sicuro. Ma in Inghilterra, una 'strega bianca' ha perso il suo posto di insegnante.
Riporto la notizia con ironia perchè trovo assurdo che ancora non ci sia libertà di culto. Non solo l'orientamento sessuale, la libertà di cura ma anche il credo diventano sempre più fattori discriminanti.
Sommer, 34 anni, professione insegnante...una volta forse! Ora ha perso il posto per via della sua religione: wicca. La wicca è una religione pagana, la versione 'moderna' della stregoneria. Sommer non fa incantesimi, non cerca seguaci (cosa vietata per la wicca), non arriva a scuola a bordo di una scopa, non fa scrivere le penne da sole e non fa sortilegi in classe.
Eppure tutto questo accade proprio a Londra, terra di fate e folletti, di streghe e del maghetto Harry Potter. Oltre ad essere stata licenziata perchè insegnava cose dubbie agli allievi, le è stato detto che arrivava sempre in ritardo. Dalle colleghe, la "strega bianca" ha ricevuto un trattamento che sa di discriminazione: è stata costretta a togliersi un ciondolo raffigurante un pentacolo (la stella a cinque punte) simbolo del paganesimo wicca.
(Riflessione personale sulla libertà di culto: se ad un cristiano fosse stato chieso di togliere il crocefisso sarebbe scoppiato un caso di stato!)
La wicca è praticata molto in Inghilterra e in America ma anche in Italia ha trovato diversi seguaci. Sommer ora rivuole il suo posto.
Il dibattito a Londra continua ma questo non significa che ora dovrete controllare se le insegnanti dei vostri figli o le colleghe, arrivano a scuola in autobus o con altri mezzi!
I papà preferiscono l'ufficio
I risultati dell'ultima indagine indicano che i papà ancora non sono propensi a chiedere il congedo per paternità.
Sarà per educazione, per cultura o per il semplice fatto che il congedo per paternità non è stato molto pubblicizzato, ma i padri italiani sembrano ancora restii a staccare dal lavoro per accudire i figli.
Infatti, gli uomini che solo in Lombardia hanno usufruito di questa opportunità sono stati appena 2077 nel 2005 e 2019 del 2006 (dati Inps).
Una linea di tendenza, quella lombarda, da tener presente soprattutto se si tiene conto che proprio in questa regione si registra il maggior numero di richieste di tutta Italia (poco più di 5000 richieste totali).
I dati possono non essere rappresentativi se non sono confrontati con un altro dato: son ben 117.000 le richieste di congedo chieste dalle mamme nello stesso periodo.
Secondo il ministro Livia Turco, questa scarsità di domande è legata alla poca pubblicità e informazione sulla legge 53 del 2000 e una poca incentivazione da parte delle imprese.
Leggi intero articolo qui
Speciale festa del papà

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Educare al rispetto
Essendo il rispetto un'entità astratta, impalpabile, non concreta in termini materiali, già risulta difficile far comprendere alla mente di un bambino cosa significhi questa parola: rispetto.
Vero che è entità astratta ma altrettanto vero che i bambini non sono affatto stupidi. Anzi, bisognerebbe ricordare più spesso che i ragazzi sono anime (come gli adulti) dotati di corpo che è solo più piccolo nelle dimensioni ma non ha meno diritto o meno intelligenza.
Vediamo cosa dice il dizionario on line di rispetto sentimento di deferenza verso chi riteniamo superiore a noi; sentimento che ci induce a riconoscere i diritti, la dignità di qualcuno o di qualcosa; osservanza scrupolosa di ordini, regole, ecc.
Si è detto molte volte che l'educazione passa primariamente attraverso l'esempio. Educare al rispetto significa per un genitore, insegnante, educatore, medico o altro, avere rispetto per il minore (o ragazzo) che ha di fronte. Il rispetto va dal saper ascoltare, comprendere e sentire le esigenze dell'altro, il suo carattere e modo di esprimersi e la capacità di proporsi al mondo nel rispetto, ancora una volta, altrui. Non è solo rispetto verso chi riteniamo superiore perchè non c'è un superiore o inferiore se si parla di persone (se si ragiona in termini di ruoli allora è altro discorso).
Insegnare il rispetto significa, anche per i genitori, imparare a chiedere scusa se sbagliano (e non partire dal presupposto che loro son genitori quindi non sono tenuti a dire nulla), a dire "per favore" e "grazie" quando hanno bisogno di qualcosa. Molto spesso vengono definite "paroline magiche" ma non smettono di esserlo quando si diventa adulti che si rivolgono a bambini o ad altri adulti. Questo rientra nel riconoscere i diritti di dignità della persona.
Educare al rispetto significa dimostrare coi fatti che l'altra persona ha un valore in quanto persona: se l'insegnante mi dice qualcosa posso non essere d'accordo con lei/lui ma questo non mi autorizza a scaraventargli addosso una bottiglia (per alcuni insegnanti dare le spalle alla classe è un rischio!); insegnare il rispetto significa anche in casa, imparare a dialogare e ascoltarsi. Educare al rispetto significa che se l'adulto o il genitore (o il minore) dimostrano di non apprezzare qualcosa o di vivere un disagio, se ne discute; rispetto è anche accettare che l'altro sia diverso e non per questo ci si deve imporre. Rispetto....è quello che spesso richiedono i ragazzi e i bambini a scuola e lo fanno urlando, sbattendo le porte, o con atti che sanno di violenza più che di rispetto. Sanno cosa significhi "rispetto" e lo vogliono a tutti i costi, anche mettendosi a capo di un gruppo e ottenendolo con la forza o con la paura (forse sarebbe bene spiegargli che quello più che rispetto è davvero timore e non hanno lo stesso valore!) E alcuni chiedono rispetto così o perchè non hanno imparato ad essere rispettati in casa, o perchè hanno visto che così si ottiene il rispetto o forse, solo perchè alzando la voce e facendo i matti, il "rispetto" si ottiene prima se l'insegnante o il genitore o il compagno si spaventano. Educare al rispetto significa essere autorevoli (non autoritari) e discutere anche sulle regole per trovare, a volte, un compromesso; educare al rispetto significa comportarsi in modo tale da meritare il rispetto che molti esigono solamente. Educare al rispetto significa anche educare al ruolo: se un insegnante o un adulto mi dice di fare una cosa, e io sono figlio, alunno, nipote ecc. per rispetto ascolto e valuto e non parlo dal presupposto che l'altro, a prescindere non deve dirmi ciò che devo o non devo fare.
Educare al rispetto significa anche che se un insegnante fa presente ad un genitore comportamenti poco educati del figlio, rispondere che il figlio a casa è un angioletto che svolazza con le ali, forse non aiuta l'insegnante ad ottenere rispetto e dal genitore e dall'allievo perchè il ragazzo, così facendo, si sente autorizzato a proseguire nei suoi comportamenti. Insegnare il rispetto significa anche dare ascolto a coloro che, fuori casa, si occupano dei minori e li seguono mentre i genitori non ci sono: gli insegnanti solo le mani, gli occhi e le orecchie dei genitori stessi.
Mandala

Ogni simbolo oltre ad avere una precisa spiegazione grafica, ha anche un'energia che, se compresa, può essere utilizzata per convogliare o gestire meglio l'energia emotiva, fisica e spirituale.
Avrete visto spesso i monaci tibetani perdersi in ore di meditazione per la preparazione di mandala. Impalpabili granelli di sabbia colorata vengono disposti con amore e devozione per creare un disegno che, una volta terminato, verrà distrutto. Questo a simboleggiare il distacco, il discernimento, il non attaccamento.
Il mandala è spesso composto da un cerchio iscritto in un quadrato. Anche voi potete disegnarne e colorarli, per poi tenerli appesi (specie se creati per ricordarvi qualcosa) oppure potrete distriggerli. Il mandala permette di portare l'attenzione su una cosa specifica e darle forma secondo il proprio gusto e la propria creatività.
Ecco alcuni esempi di mandala:

Ai politici no, agli studenti sì!?

Ho, in parte, sorriso leggendo l'articolo sulle dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Interni, Giuliano Amato. La sua "proposta" che di certo darà adito a dibattiti e scontri è relativa all'ipotesi di sottoporre i ragazzi all'uscita dalle discoteche o dalla scuola, ad antidoping.
Se dopo un'interrogazione lo studente risultasse positivo all'esame, l'interrogazione verrebbe annulata e l'alunno "dovrebbe scontarne le conseguenze".
Sorrido, per non piangere, pensando alla somministrazione legalizzata di farmaci a base di anfetamina o antidepressivi nei ragazzi. Farmaci i cui effetti, sia a livello fisico (dipendenza) sia a livello emotivo (elevato numero di suicidi) sono ben noti. E ripenso anche ad un servizio trasmesso dalle Iene (Italia uno) in cui i politici, sottoposti ad esame senza essere informati, risultavano consumatori di sostanze stupefacenti. Che provvedimenti son stati presi per questi ultimi? Come hanno scontato le conseguenze? Ok la violazione dovuta alla mancanza di consenso e informazione, però mi pare che la questione sia stata ben sotterrrata.
Campagna contro l'uso di sostanze a scuola e in discoteca...e ai parlamentari? Prevenzione per i minori, e prevenzione per i cittadini dato che chi legifera e governa può non essere "pulito"?
Leggete l'articolo intero tratto da Repubblica.it
Bambini Indaco
Sveglia presto qs mattina. Ho così tante cose che voglio fare, che sfrutterò al massimo la giornata.
Non posso non notare le innumerevoli coincidenze, in qs giorni, che sembrano comparire sul mio percorso come segnaletica luminosa a suggerirmi una via. Vero, percepiamo solo ciò che vogliam percepire credendolo possibile. In questi giorni torna, tra i tanti temi ricorrenti, il discorso sui bambini indaco, cristallo, arcobaleno (troverete diversi link di approfondimento nel testo). Sia chiara una cosa: non voglio che qs post si trasformi in una disquisizione su tematiche accusatorie nei confronti della società. L'obiettivo non è di dare sfogo al proprio essere schifati quanto di aiutare eventuali genitori blog-nauti a capire alcune cose. Forse condividendo esperienze, raccontandosi piuttosto che additare gli altri perché si sa, chi ha a che fare con gli indaco da subito, sono proprio i genitori. E so che avete racconti, aneddoti, episodi che voi stessi ancora, non riuscite a spiegarvi.
I primi bambini indaco nascono sulla Terra intorno agli anni '60-70. Sono "precursori" degli Indaco veri e propri. Gli indaco daranno alla luce figli cristallo. Il nome Indaco, deriva dal colore della loro aura (campo energetico) visibile ad occhi allenati attorno a loro: indaco appunto. Hanno regole nuove, spianano la strada alle nuove generazioni. Andando avanti negli anni, il numero di bambini indaco e cristallo incarnati cresce. Hanno un obiettivo preciso: cambiare noi e il pianeta. Ma non stiamo parlando di un'invasione aliena eh! Mentre gli adulti cercano continuamente di portarlo alla distruzione sfruttando ogni risorsa possibile, gli indaco (e cristallo e arcobaleno ecc) arrivano per insegnare nuovi schemi o anche solo per imparare a non averne più e agire ascoltando se stessi. Ma si trovano in una società di grandi che vede ancora i bambini come materiale da plasmare e non come anime che si incarnano e che insegnano. Restringiamo un po' il campo...
I bambini "nuovi" hanno modificazioni a livello del dna che si vede attivato su 3 code invece che due e presentano modificazioni anche a livello di organi. Ci sono diversi studi al mondo su qs mutazioni...non stupietevi di non saperne nulla! E' una scelta coerente con il mondo dei grandi che decidono cosa debba o meno essere detto.
Indaco hanno una sensibilità eccezionale spesso non compresa dalla realtà in cui vivono. Riescono ad inquadrare le persone per come sono davvero, al di là delle loro maschere perchè le "sentono". Gli indaco sanno di cosa hanno davvero bisogno: allora inutile forzare l'alimentazione in precise ore della giornata (si mangia quando si ha fame e si dorme quando si ha sonno). Ancora inutile imporre le regole di comportamento convenzionali: un indaco fa ciò che sente giusto non ciò che gli altri vogliono. Hanno percezioni extrasensoriali più o meno evidenti (le antenne!!!) che usano in modo del tutto naturale. Comprendono verità profonde (come quelle legate alla vita e alla morta) molto meglio degli adulti. Alcuni presentano difficoltà scolastiche (disturbi di apprendimento), altri hanno disturbi del comportamento (bullismo) qs sempre in funzione del fatto che la scuola non si adegua a loro. Vogliono aiutarci a crescere, a diventare più consapevoli, a correggere la rotta per poter continuare a stare su un pianeta ormai "malato". Specie nei confronti dei genitori, gli indaco arrivano per insegnar loro a cambiare alcuni loro schemi mentali: se una persona è ossessionata dalla puntualità, si troverà forse un figlio ritardatario; se un genitore teme l'extrasensoriale, l'indaco ha il compito di aiutarlo a percepire oltre; se un genitore è razionale, potrebbe avere un figlio iperemotivo ed estremamente sensibile. Testardi, orgogliosi, saggi, sicuri di sé, difensori della realtà, non sopportano le ingiustizie, l'incoerenza, le false verità, le regole solo perchè ci devono essere, sono dolci, pacati, vivaci, empatici, di acuta intelligenza e di abili capacità dialettiche, dotati di intuito e di molto, molto altro...questo non vuole essere un identikit solo alcune delle caratteristiche che è possibile incontrare. Sì, perchè non c'è un elenco esatto di come riconoscere un indaco: si sente. E anche questo rientra nel loro compito: insegnare a sentire.
Ultima precisazione: essere indaco non è una malattia. Molti genitori la vivono così perchè non sono informati, hanno paura e si affidano ANCORA al mondo dei grandi per risolvere la situazione quando basta affidarsi a loro per capire che strada seguire. NON SERVONO PASTIGLIE per cambiare comportamento, per correggere la loro esuberanza, la loro vivacità o la loro iperemotività. Essere indaco (o cristallo o arcobaleno) non è neppure un segno distintivo di merito: non si è superpotenti, dotati di chissà quali superpoteri, e non si è onnipotenti.
Essere indaco è uno stato dell'Essere. Si è....e basta.
Telefono Antibullismo
Nasce il primo telefono antibullismo in Ciociaria. La responsabilità civile e penale per gli atti compiuti da minori, è e resta di genitori e insegnanti.
Visto il crescente fenomeno del bullismo, ecco che apre le "linee" il telefono antibullismo che ha il compito di offrire consulenza di psicologi e avvocati gratuitamente. L'obiettivo sarebbe di prevenire oltre che "curare".
Questo il numero: 0775-226655
Il telefono è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16. Il procuratore capo della Repubblica di Frosinone, Margherita Gerunda, ricorda:
«Quanto sta accadendo nelle scuole è un problema grave perché fa presumere che gli insegnanti omettano la necessaria vigilanza nei confronti della classe loro affidata. Sia gli insegnanti che i genitori di alunni colpevoli di atti lesivi sono responsabili penalmente e civilmente per fatti non ascrivibili a minori. Non esiste alcuna giustificazione per l’omissione nella vigilanza e, peggio, per la tolleranza di comportamenti violenti o prepotenti».
Forse è bene ricordare quest'ultimo monito.
L'insegnamento porta patologie psichiatriche
Anni di insegnamento portano a patologie psichiatriche. Ecco perchè molti insegnanti quest'anno si rifugiano nel pensionamento.
Se una maestra lega i ragazzi, se un insegnante assiste inerme alle "ragazzate" degli allievi, se un professore non riesce più a tenere la classe, soffre di burnout. Non è una questione legata all'età dei discenti dato che sono interessati sia bambini di 5 anni che ragazzi di 15; non c'è legame con la provenienza dato che accade sia al nord sia al sud; e non è neppure legato al sesso dell'insegnante (maschi o femmine è uguale) o dal numero di anni di servizio e l'esperienza...allora da cosa dipende?
Nevrosi, depressione, esaurimento sono i rischi della professione dell'insegnante. Molti insegnanti non hanno avuto una preparazione specifica all'insegnamento (prima bastava la laurea per insegnare ma non c'erano corsi di didattica come quelli previsti dai nuovi bandi per le nomine) e non è previsto un test psicologico per poter insegnare.
"L'insegnamento logora" sentenzia il Prof. Bollea.
Vi invito a leggere l'articolo che trovate qui. E chissà che dopo la decisione di fare test psicologici a tappeto nelle scuole per trovare bambini o ragazzi affetti da ADHD, ora non si proceda per una distribuzione di massa di antidepressivi agli insegnanti!? Si cerca di spostare sempre i problemi e le responsabilità sugli altri, si tenta di medicalizzare sempre tutto, ma qualcuno prima o poi, si deciderà a cercare di risolvere davvero i problemi? Siete insegnanti burnout? O siete sani?
Giochi di ruolo: il role playing
Simulare. Che si tratti di un avvenimento del proprio passato, di una situazione ipotetica futura, durante un colloquio di lavoro o nel lavoro coi bambini, il role playing ossia il gioco di ruolo, ha oggi moltepilici applicazioni.
Termine coniato da Jacob Levi Moreno, il role play fu inizialmente utilizzato nello psicodramma: il pazienza, con l'aiuto di assistenti, riviveva una situazione del passato dove fosse presente un antagonista e poi riviveva, la stessa situazione impersonando l'antagonsita stesso. Come attori, ci si può calare nei panni degli altri e affinare la propria comprensione o il sentire rispetto a quanto si è vissuto, sentito, provato, sperimentandolo da diversi punti di vista.
Il role playing è divenuto caratteristica importante dei giochi di ruolo intesi come giochi ludici e non solo terapeutici: impersonare un guerriero, un principe o un cyborg che sia, in un videogame o in contesti che prevedano il travestimento, da tempo è di moda. Se pensiamo ai bambini, per loro il gioco di ruolo è fattore importante per la definizione della personalità: giocano a vestire i panni di eroi, piuttosto che di mamma e papà, anche travestendosi, e così facendo si sperimentano, immaginando di essere adulti.
Ecco comparire sul mercato giochi da tavolo, videogame, o centri o alberghi che prevedono questo tipo di intrattenimento.
Nella selezione del personale, si usa spesso il role playing per studiare le dinamiche interiori e/o di gruppo: naufraghi su un isola, o impresa in via di espansione o alle prese con la crisi economica, ecco che le menti dei candidati vengono simpaticamente coinvolte in un gioco che può aiutare i selezionatori a capire meglio, chi hanno di fronte. E il gioco è fatto!
Quattro sberle in padella

Prima della fine dell'anno, mi è stato inviato il link a un libro disponibile gratis in rete, che ci spiega cosa mangiamo: Quattro sberle in padella.
Mangiate sano? Sapete davvero cosa avete nel piatto? Forse conoscete parte di quello che c'è ma ci sono tutta una serie di cose, che non sapete. Io ho finito l'anno prendendo consapevolezza della mia ignoranza in materia. Tra pesticidi, processi di sintesi, conservazione, produzione ecc. c'è davvero da rivedere, almeno per me è così, quello che SCELGO di mettere nel piatto.
Ecco perchè ho deciso di segnalarvi questo libro: perchè la scelta è una delle cose che ancora ci rende liberi in una società che ci costringe sempre più a fare, essere, e pensare per ciò che altri stabiliscono essere giusto. Educare significa anche informare e mettere l'altro nelle condizioni di scegliere consapevolmente cosa fare, chi essere, e come esprimersi.
Il file in pdf, lo trovate qui. Non significa che si debba diventare fanatici, salutisti, vegetariani, o ossessivi però abbiamo la possibilità di riflettere se sappiamo cosa abbiamo nel piatto, per noi e per coloro di cui ci occupiamo. Bastano anche solo piccoli accorgimenti per essere più attenti alla nostra salute.
Papà! Mi metti il tampax?
Ci sono cose che rientrano nell'accudimento, altre che, di punto in bianco, si rivestono di una connotazione "sessuale". Ecco gli strascichi dei tabù della vecchia educazione. Arriva un momento in cui i figli crescono e fanno crescere...
Sentivo bisbigliare gli adulti presenti come se stessero parlando di chissà che mistero. Poi ecco la notizia: una minorenne ai primi cicli (fase traumatica per molte giovani che nonostante siamo nel 2007 non sono educate alla sessualità e alla femminilità), in preda al panico da ciclo mestruale e con mamma assente, si rivolge candidamente al padre chiedendo "Papà, mi metti il tampax?"
C'è sempre una prima volta per tutti! :o) E mentre per i diretti interessati la cosa appare come normale gesto dell'accudimento della figlia, la reazione scandalizzata dei più "anziani", interviene a disturbare il clima di tranquillità.
Quando un gesto di cura della persona, assume caratteristiche "sessuali"? Perchè per bambini e anziani è normale mentre in altre fase di età esiste ancora quel pudore che rende gesti educativi come sbagliati?
Mentre il padre in questione ha riscosso un notevole successo ed è stato eletto a "tampaxatore" ufficiale, un altro schema educativo antico, è stato infranto! finalmente!
Sono giornali e mass media che ci abituano a vedere il sesso anche dove non c'è?
E' la società che propagandando (a scopo informativo) abusi su minori arriva a non discernere ciò che è accudimento da ciò che è altro?
Ebbene sì, i figli delle ultime generazioni arrivano anche per questo: per far cadere i tabù e gli schemi educativi di una società che è ancora legata a cose antiche, che vede il "peccato" dove non c'è, che vuole educare tutti entro certi schemi appiattendo le individualità e uniformando tutti entro schemi precisi. Chi esce da questi schemi o è malato o vive in modo trasgressivo. Non è più trasgressivo voler stare legati a regole che da tutti vengono considerate superate ma che tutti, come "caproni" seguiamo?
Anti tg

La rubrica "Anti tg" è uno spaccato di vita, di notizie provenienti da storie private e di notizie dal mondo che, al contrario delle drammatiche notizie dei mass media, ha lo scopo di portare notizie positive.
L'uomo più alto del mondo salva due delfini: leggi qui
Bagni pubblici di lusso: può far sorridere la notizia ma pensate a come sono in Italia di solito i bagni pubblici e di sicuro l'idea sembrerà meno astrusa. Se trovate un bagno pubblico funzionante! Leggi qui
Treni ad idrogeno: mentre in Italia si discute ancora per l'elevato prezzo della benzina, ci chi si appresta ad introdurre ciò che Italia pare essere ancora un miraggio. E se qui le auto a idrogeno sono ancora una minoranza (sia per scarsa produzione, scarsa richiesta e costi elevati) in Giappone... Leggi qui
Se avete notizie positive, se volete raccontare la vostra storia, qui avrete le indicazioni di cosa dovete fare e dell'obiettivo di questa iniziativa.
Cerco web master

Lo so che di questi tempi sono poche le persone che sono disposte a fare e ad impegnarsi gratuitamente. Ma so che ce ne sono. Ecco cosa cerchiamo...
Lo so, sto "usando" questo spazio a titolo personale. In realtà non chiedo qualcosa di personale ma faccio da portavoce. Collaboro con un'associazione di genitori impegnata nella tutela dei diritti dei loro figli disabili. L'associazione si chiama "Noi per Loro" ed è nata nel comune di Fiuminico (Rm). Scopo dell'associazione senza scopo di lucro è di creare residenze protette e case famiglia in cui i figli saranno ospitati e seguiti quando i genitori non saranno più in grado di occuparsene o non ci saranno più. Il Dopo di Noi è un problema che affligge i genitori durante tutta l'esistenza del figlio. Oltre ai normali problemi di ordine quotidiano e fisico si aggiunge la preoccupazione per il futuro.
Cerchiamo un web master che voglia allestire un sito, a titolo gratuito. Se fosse qui in zona avrebbe modo di incontrare chi, ogni giorno vive queste situazioni, e chi si occupa dell'associazione. Non si cerca un sito di stralusso ma qualcosa che sia gradevole nella grafica, di facile navigazione e soprattuto che sia una porta di accesso per coloro che, con figli disabili e residenti in zona, cercano punti di riferimento e aiuto.
Ringrazio anticipatamente coloro che risponderanno all'annuncio. Potete contattarmi all'indirizzo della guida: pedaform@supereva.it per un primo contatto.
Bullismo: non ti controllo? ti punisco!

Prendo spunto dall'articolo segnalato dalla collega Marni (grazie della notizia che mi fa da spunto er qs. riflessione!) sul progetto contro il bullismo che introduce il concetto il punibilità per gli under 14 che fino ad ora si son sentiti onnipotenti perchè tutelati dalla legge.
Ben vengano provvedimenti di questo tipo che aiutino insegnanti e adulti e "contengano" gli adolescenti nei loro atti. Ma si può fare solo questo? Settimane fa leggevo del ministro Fioroni e del giro di vite che vuole dare con nuove regole per internet: provider responsabili per il materiale messo in rete.
Domanda: ma se la polizia di stato sono anni che cerca di contenere la pedopornografia in rete (per fare un esempio anche se fuori tema), lui pensa di poter risolvere tutto in poco tempo? Complimenti per l'ottimismo!
Sempre in settimana arriva d'oltre oceano la notizia di una mamma che ha fatto arrestare il figlio perchè ha aperto in anticipo i regali di Natale! Il ragazzo in questione pare avesse già dei "precedenti". Dove arriveremo?
Faccio un passo indietro e riparto per spiegarmi meglio, spero.
Fioroni ce l'ha coi i provider che devono essere responsabili del materiale messo on line. (La responsabilità di certi atti, viene spostata non sui ragazzi ma altrove).
Poi arriva questo progetto antibullismo in cui si passa direttamente alla punizione dei ragazzi con lavori socialmente utili. Bene! Ma mi chiedo: no, ma lo sanno con chi hanno a che fare? pensano che 3 ore di lavoro la settimana siano un fastidio per loro? O sono io che ho una visione completamente distorta della realtà, cosa che a questo punto non eslcudo, o loro sottovalutano e molto, gli adolescenti di oggi.
Ma agire a monte, aiutando i genitori o formando davvero gli insegnanti (cosa o quanto sanno di psicologia i docenti? la formazione che hanno è prevalentemente didattica e non psicopedagogika!); aiutare i genitori a capire che non si possono relazionare con i figli allo stesso modo di qualche decennio fa perchè la generazione di adesso è molto più avanti di quanto fossero loro. I ragazzi oggi hanno bisogno di essere incentivati, stimolati, aiutati, ascoltati, motivati mentre pare che la preoccupazione principali sia istruirli nel senso di indottrinarli con nozioni varie. Questi ragazzi con i loro atti, non fanno altro che rompere i vecchi schemi e l'adulto cosa fa? al posto di intervenire andando a correggere ciò che non va in un sistema, interviene sulla fase finale. Per fare uno dei miei soliti esempi: sarebbe come se ascoltassimo una radio che è disturbata e al posto di sintonizzare meglio la stazione, ci limitiamo ad abbassare il volume per sentire meno il fruscio. Bello, questo esempio mi è piaciuto! E credo che sia abbastanza simbolico di cosa continua ad accadere.
Prima i corsi di comunicazione per genitori, poi l'intervento degi psicologi nelle scuole ma tutto sempre per agire sul minore senza mai agire sull'adulto. Una cosa che non comprendo, e so che in questo caso difendo la categoria, si sta cercando in tutto i modi di "medicalizzare" anche la scuola: psicofarmaci, psicologi, ma siamo su un piano che già considera i ragazzi disturbati o malati o aggressivi o iperattivi. Pare proprio che, come in tutti i campi, ciò che non riusciamo a controllare e richiede cambiamento specie degli organi competenti, di adulti, di insegnanti, di sistema didattico ecc (e possiamo estendere il concetto anche ad altro oltre la scuola), comporta un controllo da parte del "sistema" che al posto di rinnovarsi impedisce il cambiamento, il rinnovo creando una tensione che diventa insostenibile. Un po' quello che fa la medicina tradizionale con le malattie psicosomatiche: se hai bruciore di stomato, non ti aiuto a capire cosa non va o a risolvere definitivamente il problema ma ti imbottisco di farmaci così impari a convivere con il tuo male e le aziende farmaceutiche si arricchiscono. Lo so, a volte son polemica e parecchio ma tutti si lamentano e nessuno ha il coraggio di dire le cose a gran voce. Scusate, ma io lo faccio.
Darfur

Se si aggiungono le guerre conclusesi negli ultimi cinque anni (Sierra Leone, Liberia, Sud Sudan, Congo Brazzaville, Eritrea-Etiopia, Casamance) il bilancio delle vittime sale a sette milioni e settecentomila morti. (tratto da http://www.peacereporter.net/)
I pacchetti della felicità
Essendo un'appassionata di cucina, mi diletto in rete a cercare ricette sempre nuove. Da qualche mese ho trovato un sito davvero interessante: oltre alle fantastiche ricette e alle splendide foto, ho trovato anche questa iniziativa...
Francesca è l'autrice del blog Fiordizucca: sue le ricette, sue le foto. Proprio ieri ho trovato, in ritardo perchè l'iniziativa scadeva il 27 novembre (quindi NON inviatele mail perchè siete fuori tempo massimo! E poi Francesca se la prende con me!!! :o), i pacchetti della felicità.
Segnalo volentieri questa iniziativa nella speranza che sia d'esempio per altri: donare a "sconosciuti" e ricevere da sconosciuti. In peridio pre-natalizio, mi sembra un'ottima cosa...e anche per il resto dell'anno a dire il vero!
Come funziona (in sintesi perchè la spiegazione completa la trovate sul suo blog):
- bisogna (ricordo, per i più distratti, che è scaduto il termine d'invio) inviare il proprio indirizzo di casa, ufficio, lavoro ecc. a cui si vuole ricevere il dono via mail, alla responsabile dell'iniziativa;
- poi gli indirizzi sarebbero stati smistati e accoppiati in modo tale che ogni partecipante avesse qualcuno da cui ricevere e qualcuno a cui spedire il proprio regalo;
- sempre via mail, si riceve l'indirizzo della persona a cui spedire il pacco;
- si prepara il proprio dono, e lo si spedisce entro il termine stabilito all'indirizzo che si è ricevuto via mail;
infine per chi ha un blog di riferimento, si chiedeva di segnalare sul proprio blog, che cosa si è ricevuto in dono.
Cosa si può spedire e cosa si può ricevere?
Essendo un blog di cucina, era indicato tutto ciò che non rischia di essere rotto con il trasporto e l'invio del pacco e che non fosse facilmente deteriorabile (tipo mozzarelle! o cibi che necessitano di conservazione a certe temperature o a breve scadenza), libri, spezie, biscotti fatti in casa, aromi, o una semplice busta di patatine...magari di quelle con la sorpresa dentro! ;o)
Questa iniziativa è scaduta (lo so, l'ho già detto 3 volte ma alcuni son testoni!) ma spero che l'idea possa essere uno spunto per altri, per creare circolazione di doni, la immagino magari come collegamento tra scuole, asili, (magari per i giochi che a casa non si usano più), oppure su altri blog.
Mi sembra chiaro che la serietà dei partecipanti sta nel dare la propria adesione solo se si hanno tempo e voglia di collaborare e soprattutto DARE oltre che ricevere per non lasciare qualcuno a bocca asciutta perchè lo spirito è proprio dare/ricevere. E chissà che grazie all'idea di Francesca, non diventi una moda?!
Tatuaggi...che passione!

Se negli anni '60 ciò che facevano i giovani era visto come un nuovo stile o una moda, quello che fanno i ragazzi oggi è sempre sintomi di disagio. Ancora una volta son chiamati in causa i tatuaggi, i piercing, ecc. Parto dal presupposto che il bello è soggettivo (non mi ci vedo a farmi scarnificare per sembrare più bella!) e che nel rispetto degli altri ognuno può fare ciò che vuole.
Il tatuaggio e affini, non vengono visti dai ricercatori come mezzo per abbellire, personalizzare, arricchire il proprio corpo ma come forma di protesta o di manifestazione del disagio giovanile.
Io credo che il disagio giovanile sia cosa diversa dal tatuarsi una rosa sul collo, o una farfalla sulla spalla! Se poi c'è il ragazzo così tatuato che pure senza maglietta pare ancora vestito, allora ripeto che è
questione di gusti. Una cosa è la scelta fatta per gusto, altro è ciò che viene fatto per protesta.
A mio modesto parere, i disagi dei giovani d'oggi, si vedono negli stupri di gruppo, nello spaccio, nelle aggressioni a scuola o per strada, negli atti di bullismo, nella mancanza di rispetto che regna sovrana per scarsa educazione. Credo che la messa all'indice dei tatuaggi faccia parte ancora di quel retaggio socio-culturale che vedeva tatuati solo gli ex carcerati. I tempi son cambiati.
Allora direi che al posto di puntarsi su un secco "No", i genitori potrebbero accostarsi ai figli cercando di capire le loro motivazioni a farsi tatuare. Credo sia importante capire e aiutarli a capire se la passione sia passeggera (il tatuaggio è permanente), quale sia il posto più indicato del corpo dove farlo (se farlo su parti coperte o scoperte, quali sono i risvolti che questo può avere nell'abbigliamento, sul posto di lavoro ecc.), e soprattutto aiutarli a scegliere il locale dove farlo, controllando che sia pulito, che abbia documenti in regola, che i colori usati siano naturali ecc.
Vi assicuro che se non è un segno di protesta (se cosi fosse arrivano a casa già tatuati!) l'essere presenti dei genitori diventa "fico" anche agli occhi dei compagni che forse hanno genitori assolutamente contrari a un marchio sulla pelle. Questo vale sia per i minorenni sia per i maggiorenni: certo per i secondi non
serve autorizzazione dei genitori (obbligatoria per i minorenni) ma un aiuto a capire meglio, è sempre educativo. Poi non stupitevi se la vostra disponibilità e accondiscendenza, fa cambiare idea ai ragazzi!
Nell'articolo che trovate qui, potrete leggere anche di altre mode (l'uso di iniezioni di botox, piercing) ecc. Per tutti vale lo stesso consiglio: aiutare il ragazzo a capire se sia cosa "buona e giusta", dove fare l'eventuale innesto e controllare le norme igieniche. O come sempre aspettiamo l'ennesimo pasticcio o infezione o chissà che altro per far interventire lo stato affinchè faccia chiudere certi posti?! Forse, come già detto, essere più presenti come genitori eviterebbe di delegare ogni cosa allo Stato. No!?
Corpo

Per chi ha gli attacchi di panico, non esiste il piacere dello sfizio culinario....tutto è legato al fatto di evitare ciò che provoca gli attacchi di panico. Sì, anche ne l cibo. Soprattutto per coloro che scaricano gli attacchi con vomito e dissenteria. Non è l'ansia a far star male....si crede che sia qualcosa che ci ha fatto male! Questo era per fare un semplice esempio di come i dap stravolgano la vita. Guardare in faccia chi e cosa si nasconde dietro la maschera dei dap, ci aiuta a sentire che esistiamo, che abbiamo un corpo che vive, che sente ciò che ci sta attorno, che comunica con l'esterno, e che ha bisogno di essere ascotlato e non "violentato" dalla paura di sentirlo.
Ancora bullismo
Dove iniziano il bullismo e la violenza, e dove finisce l'atto goliardico? 
Gli insegnanti da tempo denunciano la difficoltà di avere a che fare con minori, bambini e adolescenti, sempre più incontenibili e difficili da gestire, specie nei gruppi.
Gli atti forti, violenti, le minacce, non sono solo a carico dei compagni ma anche verso gli insegnanti, a cui è richiesta sempre più specializzazione per poter insegnare ma non sono preparati per poter intervenire, comprendere e gestire situazioni di disagio che poi scoppiano.
Al posto di spostare l'attenzione sui minori, chiediamoci cosa fanno gli adulti, genitori in primis e insegnanti, per far fronte, per ascoltare e comprendere il disagio dilagante.
In casa c'è sempre più difficoltà ad insegnare il rispetto...comprensibile da parte dei minori non dar retta a un genitore che forse "predica" bene e razzola male. Noto spesso la volontà di imporre delle regole ai più piccoli, regole che gli stessi adulti non rispettano. Allora, come spesso si è detto, l'esempio dov'è?
Insegnare il rispetto verso l'adulto e verso gli altri, non deve essere solo legato al RUOLO, o al legame di sangue. Piuttosto si dovrebbe cercare di far passare valori sani con l'esempio, le parole, si sa, volano. Genitori che si stupiscono delle violenze perpetuate a scuola a carico dei minori (es. pizzicotti, sberle ecc) e a casa magari fanno altrettanto. Penso agli episodi di violenza su portatori di handicap o di atti di pedofilia: quante storie abbiamo sentito in questi anni legate alla scuola ma ANCHE alle famiglie?
Genitori assenti, che delegano e in qualche modo "abbandonano" il loro figlio delegando la loro funzione di educazione ad altri. Mi rendo conto, e l'ho già detto, che oggi avere entrambi i genitori che lavorano sia una necessità, ma come ho detto altre volte, è la qualità del tempo che trascorriamo con loro a fare la differenza. Se quando si è a casa, si parcheggiano davanti alla tv, è come non esserci.
Il transfert è all'esterno: è colpa della scuola! ma chi lo dice? La prima "agenzia" educativa con cui il minore si incontra/scontra è la famiglia. Questo atteggiamento di delega dell'atto educativo alla scuola, ha portato, negli anni, a questa situazione.
Allora sarebbe più opportuno, al posto di puntarsi il dito a vicenda, iniziare a ri-prendersi le proprie responsabilità rispetto agli ambiti educativi delle diverse agenzie educative, che sono COMPLEMENTARI.
Gli insegnanti, dal canto loro, dovrebbero essere più attenti a cogliere i segnali, a non sottovalutare segnali, piccoli o grandi che siano, di disagio o di violenza. Sono anni che si parla di queste cose, ma mi pare che il lavoro da fare, è ancora molto.
(Immagini prese dalla rete web)
L'era glaciale 2

Ieri piacevole tarda serata in compagnia di una delle mie passioni: i cartoni animati. Non mi addentro nei particolari della trama per non svelare nulla a chi ancora non ha avuto il piacere di prendere visione della "pellicola" (Dvd in termini tecnologici!).
Era la volta di L'Era glaciale 2, ma vi prometto che troverete recensioni anche di altri cartoni. Ovviamente, l'idea è di riportare una recensione circa i contenuti educativi.
Di questo cartone, così come del primo, mi piace molto la possibilità di vedere animali ormai estinti o che non si trovano nei parchi e negli zoo. In questo secondo episodio, si pone un problema attuale come lo scioglimento dei ghiacci: occasione importante per spiegare alcuni principi di economia domestica ai più piccoli. E magari un ripasso pure per gli adulti un po' più spreconi!!
L'estinzione della specie: altro argomento importante relativo alla salvaguardia degli animali.
Di fondo, sempre presente il tema dell'amicizia, del branco, che ai giorni nostri è spesso assimilato alla violenza di gruppo: nel film invece si trova l'aspetto positivo, educativo di unione e sostegno al gruppo e non di prevaricazione verso gli altri.
L'illusione che abbiamo di noi stessi, il modo in cui ci vediamo e valutiamo, influenzano il nostro modo di essere ed interagire con il mondo: riprendere possesso di ciò che davvero siamo, riordinare i ricordi, metabolizzare le esperienze, aiuta a ritrovare la propria identità...sia essa di mammut o di altro animale!
Davvero bello il tema sulle paure: Diego, la tigre, ha paura dell'acqua. Essendo un felino questo è "normale" ma lui non lo sa. Affronta la sua paura per salvare Sid...solo poi quest'ultimo gli svelerà che le tigri non nuotano! Affrontare la paura e andare oltre i propri limiti, che a volte sono limiti imposti, subiti ma sempre per scopi positivi e di amore.
Fiera Cristalli a Roma

Per chi ha la passione per i cristalli e le pietre dure, segnalo questo apuntamento a Roma.
Che ne dite di un bel cristallo come regalo di Natale? Io ne ho acquistati due per me proprio ieri. Sì, lo so, sono in anticipo con il Natale ma a certe tentazioni è difficili resistere!
Il 2 e 3 dicembre a Roma si terrà la 28^ mostra di minerali, conchiglie e fossili
organizzata dal Gruppo Mineralogico Romano.
Due mila metri quadri di esposizione per appassionati e incuriositi dal fascino di questi "oggetti"
presso l'ENERGIFE PALACE HOTEL via Aurelia 619 (Largo Mossa) orario dalle 9.30 alle 19.30.
Ingresso gratuito.
Non so voi, ma io non vedo l'ora!
Paura: sentimento necessario?

Da domenica sera, giorno di andata in onda del programma, questa frase "è un sentimento necessario la paura" mi rimbomba in testa perchè stona parecchio con ciò che è educazione. E' vero che i bambini hanno un'attrazione particolare per i film dell'orrore, esattamente come quando si vede qualcosa di brutto e impressionante che ci "imponiamo" di non guardare ma lo sguardo cade sempre lì!
La paura è stata per molto tempo usata per ottenere il rispetto e riconoscimento in quanto autorità: molti anni fa a scuola, venivano usati metodi di insegnamento violenti, che oggi sono puniti.
Penso anche alle frasi che spesso dicono i genitori: "Se non mangi tutto, viene l'uomo nero"; "se non smetti di dar fastidio, chiamo il lupo cattivo" ecc. Questo alimenta la paura. Poi ci si lamenta se i piccoli hanno paura del buio!? Ma serve davvero la paura? La paura è sentimento necessario per chi? oltre che per chi produce film horror! :o)
Pensiamo più in grande: i politici usano la paura per portare gli elettori al loro schieramento descrivendo
come incapaci, ladri e chissà che altro, la parte avversaria; i mass media puntano sulla paura per sviare l'attenzione da altre informazioni o problemi (pensate all'aviaria o alla mucca pazza: non usavano la paura? e cosa ne è stato di qs. fenomeni?); a livello medico ogni influenza sarà sempre più devastante e ogni nuovo fenomeno è una patologia; la religione usa la paura per mantenere i suoi fedeli (che sia con l'inferno, con il concetto di peccato o con altri principi).
Questo fa pensare che la paura sia necessaria per mantenere il potere quando non si hanno mezzi validi per farsi sentire, per imporre la propria volontà, per far rispettare le regole che si vogliono imporre.
Voi come subite la paura? chi usa su di voi questa emozione per tenervi in scacco? e su chi esercitate la vostra autorità usando la paura? E' possibile trovare altre vie, usando la creatività, il rispetto e la volontà di cambiare, per riuscire a farsi ascoltare e rispettare senza tenere in scacco i figli, gli alunni, e tutti coloro che ci circondano.
E poi, accettazione della diversità e comprensione che non si devono piegare gli altri al nostro volere, faranno il resto.
Intervista ad Alessandro Bon
Racconta una vita alle prese con la depressione e non solo. Racconta di un percorso che porta sulla via della guarigione. Un libro che permette di percepire e sentire il mondo, attraverso gli occhi di chi "combatte" con un disagio mentale. Intervista allo scrittore Alessandro Bon.
L’idea di un libro nasce molto tempo addietro, ma non ero mai riusciuto a scriverlo. Pensa sono riuscito a stenderlo solo nell’ottobre 2005 in una settimana!, ed incredibilmente è venuto anche bene, a detta di chi l’ha letto. Se devo essere sincero, più che un’idea era una neccessità, un modo come un altro di riordinare le idee, fare uno schema mentale di ciò che mi è capitato negli ultimi 16-17 anni. Volevo con questolibro cacciare il mio demone. Io credo, e ho riscontrato, che trovare qualcuno che ha avuto problemi simili ai tuoi ti aiuta a capire che non sei l’unico a soffrire. Spesso il depresso o il malato psichico ha in sé un senso di vergogna, come una forma di riluttanza a parlare del suo problema perché lo considera unico, e si considera non guaribile. Facendogli conoscere storie di persone che come lui hanno avuto problemi psichici, credo sia uno sprone a combatterli. Soprattutto se queste persone ne sono uscite - Depressione, attacchi di panico, sindrome bipolare, cosa ti hanno insegnato questi disagi, sulla tua persona e sul mondo in cui viviamo? Ho imparato che sono più forte di quanto credessi. Che non mi spezzo mai, e difficilmente mi piego. Ho capito che non guardo mai a ciò che è stato negativo in una avventura, ma ciò che è positivo. Ho capito che stò maturando dentro me una forza pazzesca. E questo è il risultato di un percorso di anni di terapia e di auto-analisi. Sul mondo in cui viviamo ho capito che è troppo pressante. Le persone vivono sotto una pressione innaturale, che non c’è più modo di comunicare fra uomini. Non c’è più un’amicizia con la A maiuscola, che le famiglie possono essere un aiuto, la mia, o un ostacolo a risolvere questi problemi. Che molti, troppi si rifugiano in Dio, senza capire che i veri motori di se stessi sono proprio loro. Ho capito che c’è un’enorme ignoranza sul problema psico e sulle scienze che lo studiano. E molta diffidenza. - Sono convinta che chi ha questo tipo di disagi sia dotato di enormesensibilità. La scrittura ti permette di incanalare ed esprimere meglio ciò che senti? Certo, condivido, Lord Byron diceva che un poeta o è malinconico, o innamorato, o entrambi. Tutti i grandi poeti sono stati "malinconici" e molti scrittori. Pensiamo a Hemingway, Woolf, Dickinson ecc. Io sono molto sensibile, anzi troppo. Ho scritto un libro di poesie prima di quello autobiografico, e nel cassetto ne ho altre 100 da pubblicare. Ho ricevuto molti riconoscimenti per queste. E grazie alla poesia mi sento di esprimere me stesso al meglio./ - Ti è mai capitato di pensare "questo/a non ha capito niente di me"? Inche circostanza? /Quasi sempre! Sono molto difficile da capire! Non mi apro facilmente, e spesso mi ritrovo a dover combattere con persone che credono di conoscermi. C’è chi mi vede come una montagna, sono 188 cm e quasi un quintale _non grasso_, pieno di sé perché ho il petto in fuori. C’è stato chi nei miei periodi più bui mi ha dato dell’omosessuale perché ho perso la verginità tardi, ed ero molto timido e chiuso. Molti hanno approffitato di me nei momenti più delicati della mie psiche. E questo ha portato gli attacchi di panico! Poi ultimamente quella che consideravo un’amica. Che sapeva tutto di me, mi ha chiuso la porta in faccia: stufa dei miei alti e bassi! (Sapesse io quanto lo sono) - Qual è la più grossa soddisfazione che hai avuto nella tua vita?E la più grossa delusione? Non ho una soddisfazione particolarmente grande da esporre. Potrei dire quando mi sono iscritto a economia aziendale a Ca’ Foscari e ho preso come primo voto 28! Avevo 26 anni e lavoravo, quindi non frequentavo. I concorsi vinti di poesia, quelli sono stati soddisfazioni. Poi altre. La più grossa delusione è l’amicizia in generis. Io sono un che da tutto agli amici, per difendere delle colleghe dal mobbing ho rischiato di essere licenziato, ma non ricevo quasi nulla indietro. Non do per ricevere. Ma mi gratificherebbe avere amici cheogni tanto si ricordano di me. - Nel libro, ringrazi Dio Padre per averti dato la tua famiglia: come tiè stata vicina e in cosa ti ha aiutato o ostacolato? Quanto sonoimportanti l'educazione e la conoscenza della patologia per guarire? La mia famiglia all’inizio non ha capito quello che passavo, mi ha lasciato affrontare da me il mio male. Ma poi alla fine del 2002 quando la patologia è sfuggita ad ogni controllo si sono avvicinati in modo decisivo. Mia madre mi ha indotto a cambiare psicologo, e mi è stata veramente vicina. Ma la sorpresa più bella è stata la dolcezza di mio padre che mi ha capito, anche quando ho perso un sacco di soldi perché attratto dalle prostitute. La conoscenza della patologia è essenziale. La mia dottoressa mi documenta molto bene. Inoltre io sono una persona che legge molto e si documenta su tutto. Se mi dicono qualcosa che non conosco ne cerco subito il significato. - Veniamo al rapporto con medici e specialisti: cosa manca, a tuoavviso, alla classe medica, affinchè possa davvero aiutare sempre piùpersone e risolvere sempre più patologie? Guarda io sono stato fortunato sia con il mio medico di base, che con la mia psichiatra. Per quel che riguarda i medici in generis, gli manca un concetto: non lavorano su motorini in catena di montaggio, ma su esseri umani con sentimenti. Dovrebbero imparare a capire meglio che le persone sono fragili a livello psicologico. Non si può sbattere in faccia certe malattie come sentenze! - Veniamo al tuo presente: hai altri progetti letterari in cantiere? Un libro di poesie che uscirà o nel 2007 o nel 2008. - Da appassionata di scrittura, oltre che di lettura, e sapendo come è gestita l'editoria specie per esordienti (acquisto di copie, richiestadi contributo ecc) ti chiedo: hai incontrato difficoltà a trovare uneditore valido e onesto? Che suggerimento vuoi dare ai giovani aspirantiscrittori? Me compresa eh! Quando decidi di scrivere un libro devi farti un’auto analisi: potrebbe interessare? O è un fezzo? Poi devi sapere che costa, minimo 800 euro per 150 copie. Poi devi sapere che l’editore meno costa meno è presente sul mercato, quindi sulle librerie. Quindi è più difficile vendere, quindi è più difficile farsi conoscere. In ultimo deve far si che il tuo nome diventi un marchio, e sai legato all’argomento trattato. Perché spesso gli editori non sanno fare marketing, e ti devi arrangiare. Insomma è un mondo difficile. p.s. _leggere benissimo i contratti ci sono editori truffatori - Concludiamo alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta? Ora che sei quasi completamente guarito, cosa ti manca?Mi manca l’amore, vorrei una famiglia mia, una figlia. Un qualcosa per cui vivere. E qualcuno che vive per me. Lo so che questi 16 anni buttati via nessuno me li ridara ma spero almeno che la mia vita sia migliore…vediamo il prossimo anno… - Nel tuo libro "Abbiate fede...il domani sarà meraviglioso" racconti latua storia. Come nasce l'idea di questo libro? E in quali ambiti credisia applicabile questo concetto? Se penso alla classe politica, devopensare che sei davvero ottimista!

Tecnologia gps
Dopo le richieste di inversione a U in autostrada, o richieste di uscita a bivi inesistenti...Ieri, una tranquilla giornata...usciamo in auto e la voce del gps annuncia:
"Attenzione, pericolo generico"
Controlliamo il display e questo era il pericolo segnalato.
Abbiamo controllato il cielo, per fortuna tutto era normale!
La tecnologia....
I cassetti della mente
Vi è mai capitato di perdere qualcosa? Un biglietto, un numero di telefono, dei soldi: li avevate messi in un posto preciso e ora non li trovate più. Possiamo parlare di lapsus o di dimenticanze eppure avevate scelto un posto preciso in cui mettere quell'oggetto e ora cercate, aprite cassetti, tasche, borse, cartellette, pc, ecc. ma ciò che cercate pare essere sparito nel nulla.
Nella vostra mente c'è l'informazione che vi permetterebbe di trovare tale oggetto invece non avete ricordo di dove abbiate messo ciò che cercate. Nei cassetti della mente, quell'informazione è sistemata, schedata, catalogata eppure voi non riuscite a richiamare alla memoria presente, tale ricordo.
La stessa cosa, seguendo il paragone accade per i traumi: la vostra mente sa esattamente quale sia la causa del trauma, la frattura interiore che vi lacera emotivamente o vi disturba fisicamente (somatizzazioni) eppure si passa molto tempo, alla ricerca della causa che ha originato quel malessere.
La memoria è selettiva: sceglie cosa ricordare e cosa no. Esiste una memoria a breve termine e quella a lungo termine: se pensate a cosa avete mangiato a pranzo, state usando la memoria a breve termine; se pensate alla vostra infanzia, richiamate informazioni dalla memoria e lungo termine.
Ecco che per risolvere disagi come ansia, attacchi di panico, stress o depressione (e non solo) diventa importante avere la forza di riaprire questi cassetti anche su ricordi dolorosi, e fare un po' di ordine.
Pensate a quando si fa pulizia negli armadi: trovate cose che non mettete da anni eppure, per qualche strana ragione, continuate a conservare. Li avete dimenticati lì ma non ve ne sbarazzate. Le emozioni vengono trattate allo stesso modo: a volte si tirano fuori e si fa ordine rielaborando ciò che è accaduto, altre volte semplicemente si spostano da una parte all'altra senza però metterle nella giusta collocazione (rielaborarle) affinchè smettano di essere scheletri nell'armadio ma esperienza che aiuta a crescere.
(tratto da Castellidansia: http://www.bloggers.it/castellidansia/)
Dipendenza da videogioco?

Non si parla delle macchinette di scommesse che si trovano nei vari bar o sale giochi. Basta un pc, una console e un video gioco di quelli che più ci appassiona, e il gioco è fatto. (leggi intero articolo qui)
Chiaramente non tutti diventano dipendenti. Non tutti vivono il videogioco a questi livelli. Inoltre ci sono particolari giochi (tipo alcuni giochi di ruolo) che hanno come prerogativa il miglioramento del proprio personaggio che si ottiene stando sempre più tempo davanti al pc. Non c'è ingestione di sostanze stupefacenti ma la permanenza diventa un vero e proprio eccitante. Una dipendenza a tutti gli effetti, causata da cattive abitudini, pessime regole di gioco e, per ora, l'impossibilità di intervenire alla fonte dato che il fenomeno è presente ma ben nascosto. Basta aprire gli occhi per vedere ma anche qui, come sempre, gli interessi economici vanno oltre quelli della salute!
Alcuni giochi ad esermpio WOW (world of wordcraft) hanno regole che riguardano l'ora di apertura dell'accesso al gioco (immaginate code ai server di accesso per giocare?!): la concorrenza è forte, si entra in un mondo virtuale e ludico prefettamente organizzato che coinvolge il giocatore fino a fargli perdere il contatto con la realtà. E inoltre si paga!
Se pensate che sia uno scherzo, vi basti pensare che ad Amsterdam hanno aperto una clinica dove è possibile disintossicarsi da questo tipo di dipendenza.
Universi paralleli
Avete presente il film "Sliding Doors"? Mondo paralleli vi dice nulla?! Pensate a quanti universi esisterebbero se, ad ogni scelta che facciamo, si creasse un universo parallelo! Ma secondo voi esistono? credete sia possibile che ci siano diversi "noi" che continuano a vivere contemporaneamente?
Perchè mi faccio queste domande? Premesso che ieri sera non ho mangiato pesante, posso dire che stanotte ho fatto un sogno: ho sognato un'altra me stessa, una sosia, una gemella. Non sto dicendo che ero io ma ero interiormente, caratterialmente diversa: era una persona diversa da me, entità singola, separata, indipendente che nulla a che fare con me che in qs momento scrivo. L'aspetto fisico era di poco diverso. Non mi dilungo perchè se volete leggere l'intero sogno, potete cliccare qui.
Sogno a parte: credete esistano universi paralleli? credete sia possibile incontrare questi altri "gemelli" che vivono una vita diversa dalla vostra? Se ammettete l'ipotesi che qs sia possibile: cosa fareste? cosa chiedereste al vostro "sosia"? Io intanto continuo a sentire qs strana sensazione che ancora mi accompagna....
Uno scatto di rabbia
Come gestite la rabbia? riuscite ad incanalarla o ne siete schiacciati? Chi lavora con i minori, insegna o ha figli, si trova spesso a dover fare i conti con scatti di rabbia che sembrano esagerati rispetto alla causa.
riuscite ad incanalarla o ne siete schiacciati? Chi lavora con i minori, insegna o ha figli, si trova spesso a dover fare i conti con che sembrano esagerati rispetto alla causa.Capita a volte, che la causa reale sia altrove (come una specie di vasi comunicanti...dalla scuola a casa e viceversa) e questo rende più difficile la soluzione del problema. In questo caso, è necessario a mio avviso, dopo aver riportato la calma (soprattutto in contesti di gruppo, di classe, ecc) aiutare l'individuo (minore o adulto che sia) a comprendere se la causa reale sia lì o da ricercarsi altrove.
I minori sanno cosa provano e perchè ma hanno difficoltà a comunicarlo o meglio, hanno difficoltà a comunicare con un codice che sia comprensibile all'adulto (che rispetto al minore ha spesso mille sovrastrutture mentali che lo ostacolano). Se volete leggere l'articolo completo, cliccate qui...altrimenti lasciate il vostro prezioso commento.
Una bimba contesa
Ho aspettato di proposito che venisse presa una decisione. Ecco le mie riflessioni sulla vicenda di Maria, la bambina bielorussa di dieci anni che, dopo essere stata indebitamente trattenuta dai genitori affidatari, i coniugi Giusti, è stata rimpatriata. Potete leggere l'articolo qui.
Oppure potete dirmi la vostra opinione, sulla vicenda. Mi rendo conto che la situazione presenta più aspetti: emotivo, giuridico, etico. E' stato fatto il bene della bambina? I coniugi Giusti hanno sbagliato in qualcosa? Se sì, in cosa? Quali le possibili conseguenze di quanto accaduto (per la bimba, per i Giusti, per gli altri genitori affidatari)? Siete concordi con la denuncia che i Giusti hanno fatto nei confronti del nostro paese?







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